Gen 242018
 

Incontriamo Marco Petrella, illustratore e fumettista romano, all’indomani della presentazione del suo fumetto autoprodotto Ascoltando Richard Brautigan presso la Libreria Einaudi di Via Labicana a Roma: un appassionato e originalissimo omaggio a uno scrittore statunitense ancora troppo poco conosciuto qui in Italia. Conosco personalmente Marco da tempo, condividendo con lui la passione per la musica e quella per l’arte: ci incontriamo  spesso alle mostre, ai concerti o anche semplicemente in giro per il Pigneto, quartiere bohémien per eccellenza della capitale. E’ uno stile inconfondibile il suo, minimale e a volte spiazzante nella sua essenzialità, sempre caratterizzato da una scelta cromatica estremamente raffinata. Un linguaggio particolare, che lo ha portato a creare vere e proprie “recensioni a fumetti” sulle pagine di giornali importanti come il “Corriere della Sera” e “L’Unità” – queste ultime anche raccolte in un libro, Stripbook: tra le pagine di Arturo, libraio a colori (Clichy, 2013). E anche nel fumetto su Brautigan, vita, musica e letteratura si intrecciano perché tutta la storia nasce da una strana richiesta che lo scrittore riceve da Paul McCartney dei Beatles: registrare un disco per la loro etichetta.

"Ascoltando Richard Brautigan", copertina del fumetto di Marco Petrella

“Ascoltando Richard Brautigan”, copertina del fumetto di Marco Petrella

Come ti sei avvicinato al fumetto? Hai studiato arte oppure sei autodidatta?

Sono autodidatta: ho prima imparato a leggerli e ad amarli, i fumetti, e poi a provare a copiarli. In casa giravano gli albi di Tex e Flash Gordon di mio padre e Vitt. Da quando ho potuto comprarli, Topolino e il Corriere dei Piccoli; da adolescente, Linus. Un po’ di storia dell’arte, comunque, non guasta.

Che tecnica preferisci? Usi molto il computer per i fumetti e le illustrazioni?

In genere disegno a matita, poi inchiostro con la china, pennello o preferibilmente pennino. Successivamente scansiono e coloro utilizzando il computer.

Che consigli daresti a un giovane che volesse fare del fumetto la sua professione?

Se è il perseguire una passione, ok. Disegnare in continuazione, raccontare coi disegni quello che ci circonda. Proporsi in ogni occasione a giornali locali, ad amici grafici, blog, tutto quello che può essere illustrato o contenere vignette o storie. Se invece è una scelta legata alla moda, al successo delle graphic novel, non lo consiglierei: non è un lavoro in cui si guadagnano grosse cifre. Serve, insomma, un grosso entusiasmo e naturalmente tanta perseveranza.

Marco Petrella al lavoro

Marco Petrella al lavoro

Cosa ti ha affascinato della figura dello scrittore Richard Brautigan?

La sua marginalità e il suo stile surreale, a tratti esageratamente surreale, a volte così profondo ed evocativo. C’è chi ha voluto considerarlo un post-moderno, chi l’ha inquadrato in una sorta di realismo magico. Ho trovato in lui delle idee che mi son servite per elaborare il mio modo di raccontare. Negli Stati Uniti è stato il portavoce della generazione del flower power. Per me è stata necessaria una ricerca e uno studio sui suoi libri che oggi sono per lo più fuori catalogo. Mi piace disegnare il suo cappello e i suoi baffi, un energumeno entusiasta o depresso. Se volete saperne di più, potete venire al reading che abbiamo organizzato a Roma alla libreria L’Altracittà il prossimo 26 gennaio: leggeremo alcune poesie inedite di Brautigan con Filippo Golia e naturalmente si parlerà anche del mio libro.

Leggi molti fumetti? Se sì, quali ti sono piaciuti nell’anno appena trascorso?

Leggo meno fumetti di un tempo. Tento di elaborare qualcosa che sia a metà tra letteratura e disegno quindi mi interesso quasi di più ai romanzi e agli scrittori, alle loro vite. Ultimamente però ho acquistato “Maria M.” di Gilbert Hernandez, quello di “Love and Rockets”, bravissimo. Dalla Fiera della Piccola e Media Editoria “Più libri, più liberi” sono tornato con Non ti farò del male di Joann Sfar, edizioni Clichy, e con il bel volumetto Iperborea che da verticale si fa orizzontale per ospitare le tenere strisce dei Mumin di Tove Jansson.

Sei anche un grande appassionato di musica: quali sono i tuoi musicisti preferiti?

Di musica ne ascolto tantissima: Sufjan Stevens, Damon Albarn, Brian Wilson, Joni Mitchell, Bob Dylan, i Clash, Elvis Costello, i Decemberist, Belle and Sebastian, Robert Wyatt… Spesso è anche fonte di ispirazione. Ho disegnato appunto la cassetta di This is not a love song illustrando Sea song, una delle più belle canzoni di Wyatt e su “la Lettura”, l’inserto del Corriere della sera, una graphic novel su Pet Sounds dei Beach Boys.

"Sea Song", Robert Wyatt - Marco Petrella

“Sea Song”, Robert Wyatt – Marco Petrella

E’ importante la musica che ascolti mentre disegni?

Mentre disegno ascolto prevalentemente jazz, ad esempio Bill Evans ma anche interi dischi su Youtube per non cambiare il cd dal lettore. Anche Charles Mingus, che è sempre diverso, oppure tutta la produzione di Aretha Franklin o Stevie Wonder. Dipende anche da cosa sto disegnando, è una sorta di colonna sonora. Ascolto molto spesso anche Radio Tre, nello specifico i programmi Fahrenheit e Sei gradi.

Il tuo fumetto su Brautigan è autoprodotto, pensi che sceglierai di autoprodurti anche per i tuoi prossimi lavori?

L’autoproduzione è una soluzione pratica e ti da molta libertà. Puoi stampare la quantità di copie che vuoi e una volta che le hai vendute, reinvestire in una nuova tiratura. E’ anche un modo diretto di farsi leggere senza dover passare attraverso una casa editrice, nel bene e nel male. Ci sono cose che nascono proprio per questo e che altrimenti non vedrebbero mai la luce, una sorta di voce underground, dal basso. Di contro, a volte bisognerebbe avere il coraggio di fare un bell’auto-editing, per non proporre cose illeggibili o raffazzonate. Nel frattempo comunque ho illustrato anche un libro per la casa editrice Verbavolant, Litania di un lettore lamentoso, per cui una cosa non esclude l’altra.

"Le nostre anime di notte" - Marco Putrella

“Le nostre anime di notte” – Marco Putrella

Intervista di Ludovica Valori

Sito ufficiale di Marco Petrella

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