Mar 182010
 

Quadrophenia, regia di Franc Roddam
L’opera di Frank Roddam, non priva di una certa elegiaca nostalgia, rappresenta quasi un manifesto filmico di quell’atteggiamento verso la vita e la creazione artistica ed a seguito della sua presentazione, si sviluppò nel Regno Unito un vero e proprio Mod Revival; essa è splendidamente accompagnata dalle canzoni dell’album, che le conferiscono un’aura di poetica e visionaria intensità.
Leggi tutto l’articolo




Moon, regia di Duncan Jones

Il film si sviluppa e si realizza con pochi ma efficacissimi effetti speciali che permettono al protagonista di interagire col proprio clone in un alucinato dialogo dapprima a distanza, poi sempre più ravvicinato, che sfocia in una complicità salvifica ma non per questo meno inquietante.
Leggi tutto l’articolo




Triage, regia di Denis Tanovic
Risulta decisamente efficace la descrizione della perenne incertezza dei due amici sul da fare in mezzo al campo di battaglia, della paura che li attanaglia insieme a tutti coloro che vi si trovano, ed è da antologia la narrazione dell’attività di un medico che, in un improvvisato accampamento, si vede costretto ad eliminare i feriti gravi per mancanza di mezzi di cura. Leggi tutto l’articolo




Stand by me – ricordo di un’estate, regia di Rob Reiner

Tra gli altri meriti, oltre ad essere splendidamente fotografato, il film ha il grande e rarissimo pregio di riuscire a far recitare quattro ragazzini senza le smorfie e gli stucchevoli dialoghi di tante pellicole di ambientazione scolastico/adolescenziale e di risultare pertanto credibili ed indimenticabili: non solo il compianto River Phoenix… Leggi tutto l’articolo




The Red Riding Trilogy, di registi vari
I tre diversi registi, stilisticamente omogenei, ci calano in una livida palude mentre il terribile criminale impazza, mettendo a nudo l’inettitudine e la corruzione della polizia, le varie complicità, i ritardi nelle indagini ed i depistaggi, evocando un’atmosfera dolente, raccapricciante ed incomprensibile, che ricorda per molti versi il David Lynch di Twin Peaks. Attraverso la narrazione di quegli eventi viene presentata una vicenda molto più complessa e affascinante… Leggi tutto l’articolo




The filth and the fury (Oscenità e furore), regia di Julien Temple
Grande spazio viene dato invece al punto di vista della band, Johnny Rotten e Sid Vicious in testa. Infatti in questo lavoro Temple ribalta completamente la prospettiva a favore dei Sex Pistols, percepiti non più come strumenti da manipolare a favore dello show business, ma manipolatori a loro volta fino a diventarlo di sé stessi come nel caso estremo di Vicious, animo più semplice e meno articolato dell’eclettico Rotten, che finirà per essere fagocitato dal suo stesso personaggio fino all’autodistruzione. Leggi tutto l’articolo




I lunghi capelli della morte, regia di Antonio Margheriti
Lo splendido uso del bianco e nero, le atmosfere terrorizzanti determinate da un’ombra che scorre su di una parete o da una porta che si chiude, realizzate da questo Autore misconosciuto e geniale, che realizza un cinema di sguardi, di impalpabili sensazioni, ci fanno rimpiangere l’epoca in cui anche il cinema di genere italiano era grande (non a caso Quentin Tarantino si dichiara ammiratore di Margheriti) ed un film poteva far paura senza che si dovesse vedere una sola goccia di sangue. Leggi tutto l’articolo

 Leave a Reply

(required)

(required)

*


You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>