Mar 162009
 

Regia di Dennis Gansel
con: Frederick Lau – Jennifer Ulrich – Jürgen Vogel – Max Riemelt. Durata 107 min. – Germania 2008

★★★½☆

Può un regime totalitario attecchire nella Germania di oggi, proprio su quel popolo che si sente testimone morale dell’orrore perpetrato col nazismo e quindi, ora, più immune di altri al ripetersi di certe dinamiche perverse?
È la sfida che raccoglie un professore universitario, anarchico e anticonformista, al quale è stato assegnato un corso sull’autocrazia, da svolgere nell’arco di una settimana. L’appartenenza ad un gruppo e il conseguente cameratismo, la scelta di un leader nella persona del professore stesso, la rigida disciplina impartita con l’obbedienza a regole ferree, l’identificazione attraverso i simboli quali un logo, una divisa e un saluto, fanno sì che l’onda (questo il nome emblematico del movimento) in pochi giorni travolga i buoni propositi del professor Reiner Wenger così come tutti coloro che non ne fanno parte, spingendosi oltre qualsiasi barriera fino ad un tragico seppur prevedibile epilogo.
Tratto da un romanzo che a sua volta prende lo spunto da un vero fatto di cronaca accaduto negli anni 60 in un liceo della California, il film di Dennis Gansel, presentato al festival di Torino, mette in evidenza come nella società odierna la mancanza di valori, di interessi comuni e di stimoli possano essere l’acceleratore sul quale spingere per far presa su quelle personalità meno decise e insicure. Non a caso le uniche due ragazze che contestano l’esperimento e si rifiutano di farne parte sono le due figure con una personalità più spiccata nel contesto dell’intero gruppo.
L’onda, infatti, fa leva sulla rassicurante idea di appartenenza che ben presto prende i connotati di una vera e propria dittatura autoimpartita e addirittura con vita autonoma al momento della presa di distanza del proprio leader.
Il taglio del film è didascalico, il ritmo veloce, incalzante, da videoclip, per voler usare un linguaggio proprio dei giovani ai quali il messaggio è rivolto, ma si rivela anche una tecnica efficace per coinvolgere lo spettatore e catapultarlo all’interno dell’esperimento.
Il bravissimo Jürgen Vogel nella parte del professor Reiner, è affiancato dalle ottime prove dei giovani attori che rappresentano nel gruppo-classe le più disparate realtà adolescenziali, dalle figure anonime e ordinarie, a quelle estreme ed emarginate, che nell’onda si fondono in un’unica, inquietante entità.
Le cronache attuali, tra rigurgiti neonazisti e schegge impazzite che imbracciano armi e compiono carneficine insensate, dovrebbero fornirci una chiave di lettura in più per questo film coraggioso e anticonvenzionale, che si sforza di sottolineare quelle dinamiche per cui, dalla dimensione di racconto, certe storie rappresentate nella finzione prendono sempre più spesso connotazioni reali.

Recensione by Claudia

  One Response to “L’onda (Die welle)”

  1. Mi è piaciuto molto….un film duro e razionale che cerca, riuscendoci molto bene, di raccontare come sia facile, la nascita di un nuovo sistema totalitario, partendo, addirittura dalla deriva di un esperimento scolastico. L’argomento trattato in questa autorevole pellicola, ci invita a riflettere ,e di certo non possiamo fare a meno di pensare alla realtà attuale e al consenso che,nonostante tutto,riescono a conseguire alcuni personaggi,a cui si riconoscono: potere decisionale, facilità di convincimento, forte dialettica…e superiorità assoluta a scapito, purtroppo, di persone molto fragili,senza ideali, privi di senso di appartenenza e quindi incapaci di pensare autonomamente. La scena e i dialoghi sono curati molto bene così come le continue riprese nei vari settori della scuola; Mi associo ai termini di “bravissimo” e “ottime prove”,perché in effeti gli attori,a partire dall’insegnante punketoone , Jurgen Vogel,(personaggio molto carismatico),fino ai ragazzi, quasi tutti esordienti, sono ben immedesimati nella parte e rendono credibili i loro personaggi.
    Per me senza ombra di dubbio, merita la sua visione.

 Leave a Reply

(required)

(required)

*


You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>