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	<title>Comments on: L’Età Barbarica</title>
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	<description>Recensioni, Articoli su musica, letteratura, concerti, libri, arte, teatro, cinema</description>
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		<title>By: Giulio</title>
		<link>http://www.slowcult.com/cinema/l%e2%80%99eta-barbarica#comment-31</link>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jan 2008 14:25:46 +0000</pubDate>
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		<description>anch&#039;io sono in disaccordo sulla lettura del finale, ma non nel senso che dice fabrizio. Mi sembra giusto intuire questo adagio della &quot;rinascita&quot; nella fine del mondo immaginario, ma è implicita nel prosieguo l&#039;ineffabile tristezza di tale epilogo. E&#039; chiara e fondamentale la denuncia di Arcand nei confronti dell&#039;eremitaggio, visto pessimisticamente come l&#039;unica via d&#039;uscita dopo averle provate tutte, serena, ma nichilistica fuoriuscita dalle sfide della vita.
Tant&#039;è che quando la &quot;star&quot; immaginaria esce liricamente di scena sulla sua triremi, il protagonista, indegno, viene messo a tacere dall&#039;arte. Così come per tutto il film ha fatto l&#039;arte/operazione artistica cinematografica di Arcand, che attraverso il montaggio e addirittura l&#039;interazione tra i personaggi (la finzione) e la regia (il fattuale, tangibile lavoro del cinema sulla realtà), mette a tacere bunuellianamente la triste situazione emotiva del protagonista. Non posso infine trattenermi dal sottolineare l&#039;evidente debito di questo film, e a posteriori anche degli altri della trilogia giustamente evocata, con lo spirito ribelle del surrealista Luis Bunuel, in versione oscura e tenebrosa. D&#039;altronde non è questa forse una versione oscura e tenebrosa dell&#039;epoca in cui lavorava il grande maestro francese?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anch&#8217;io sono in disaccordo sulla lettura del finale, ma non nel senso che dice fabrizio. Mi sembra giusto intuire questo adagio della &#8220;rinascita&#8221; nella fine del mondo immaginario, ma è implicita nel prosieguo l&#8217;ineffabile tristezza di tale epilogo. E&#8217; chiara e fondamentale la denuncia di Arcand nei confronti dell&#8217;eremitaggio, visto pessimisticamente come l&#8217;unica via d&#8217;uscita dopo averle provate tutte, serena, ma nichilistica fuoriuscita dalle sfide della vita.<br />
Tant&#8217;è che quando la &#8220;star&#8221; immaginaria esce liricamente di scena sulla sua triremi, il protagonista, indegno, viene messo a tacere dall&#8217;arte. Così come per tutto il film ha fatto l&#8217;arte/operazione artistica cinematografica di Arcand, che attraverso il montaggio e addirittura l&#8217;interazione tra i personaggi (la finzione) e la regia (il fattuale, tangibile lavoro del cinema sulla realtà), mette a tacere bunuellianamente la triste situazione emotiva del protagonista. Non posso infine trattenermi dal sottolineare l&#8217;evidente debito di questo film, e a posteriori anche degli altri della trilogia giustamente evocata, con lo spirito ribelle del surrealista Luis Bunuel, in versione oscura e tenebrosa. D&#8217;altronde non è questa forse una versione oscura e tenebrosa dell&#8217;epoca in cui lavorava il grande maestro francese?</p>
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		<title>By: Fabrizio</title>
		<link>http://www.slowcult.com/cinema/l%e2%80%99eta-barbarica#comment-29</link>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 15:34:02 +0000</pubDate>
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		<description>non sono d&#039;accordo sulla lettura del finale del film; per me si tratta invece di una rinascita, la riscoperta della semplicità della vita in campagna come antidoto alla barbarie corrente; lo sguardo d&#039;intesa con la vicina è la speranza in un rapporto finalmente vero e sincero. Forse un po&#039; banale, ma per me è così....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non sono d&#8217;accordo sulla lettura del finale del film; per me si tratta invece di una rinascita, la riscoperta della semplicità della vita in campagna come antidoto alla barbarie corrente; lo sguardo d&#8217;intesa con la vicina è la speranza in un rapporto finalmente vero e sincero. Forse un po&#8217; banale, ma per me è così&#8230;.</p>
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