Oct 052020
 

Lacci, regia di Daniele Luchetti. Con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno. 100 min. – Italia 2020

★★★½☆

lacci locandinaSi torna al cinema dopo sette mesi, e questa è già una gran bella notizia. Anche L’accesso è agevole quantunque rallentato per la richiesta di tracciabilità da parte della cassa. La permanenza in sala per quasi due ore con la mascherina è resa più sopportabile dalla piacevole visione del nuovo film di Luchetti. La storia di una coppia piccolo borghese parte da Napoli anni ottanta e si chiude ai giorni nostri. Un tradimento confessato da Aldo, Luigi Lo Cascio – rampante speaker radiofonico della Rai-, non viene accettato dalla moglie Vanda, Alba Rohrwacher, che dopo averlo dapprima cacciato di casa nel cuore della notte, cerca in tutti i modi di farlo tornare, a costo di scenate per strada, sotto gli occhi spalancati dei due figli, che osservano i genitori dal finestrino dell’auto. Si arriva all’ affidamento esclusivo alla madre, con Aldo che, indolente e innamorato di una bella collega, subisce passivamente la decisione del giudice, fino alla decisione di Vanda che arriva a un gesto disperato.,. Salto temporale, si arriva ai giorni nostri, una coppia sulla sessantina (Silvio Orlando e Laura Morante) si prepara per poi partire per le vacanze, ma una spiacevole sorpresa li attende al rientro, costringendoli a fare i conti con il passato e il bilancio della loro vita insieme è tutt’altro che positivo.
Giunto a 60 anni, dopo qualche passaggio a vuoto Luchetti ci regala un film calibrato e intenso, lucido e appassionato: un’analisi schietta delle dinamiche di coppia, in bilico tra ragione e sentimento, tra il rimpianto per le scelte che andavano prese e il rimorso per il corso delle cose, un’indagine sulle conseguenze dell’amore o dell’assenza di esso. La qualità principale del film, che ha aperto la recente Mostra di Venezia, è quella di farci entrare pienamente nella vicenda e parteggiare istintivamente per uno o l’altro dei protagonisti, a seconda degli episodi che vengono raccontati, sfiorando a volte il melodramma, ma con misura, rigore misto ad appassionata partecipazione. Ottima prova attoriale da parte di tutto il cast, in un film che potrebbe benissimo diventare una piece teatrale, ottimamente scritto da Luchetti, con Francesco Piccolo e Domenico Starnone, autore del romanzo da cui il libro è tratto. Inevitabilmente, visto anche l’esiguo numero di pellicole viste, a tutt’oggi uno dei film da ricordare di questo 2020.

recensione di Fabrizio Forno

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