Mar 052011
 

Sanctum, regia di Alister Grierson, con Richard Rixburg, Alice Parkinson, Rhys Wakefield, Daniel Wyllie, Christofer Baker, Allison Cratcheley, John Garvin, Sean Dennehy, durata 109 min. AUSTRALIA-USA 2010

★★★☆☆

Uscito in Italia l’11 febbraio e distribuito nelle sale dalla Eagle Pictures, “Sanctum” é l’ultimo film prodotto dal sei volte premio oscar James Cameron, già noto per “Avatar“.
Questa storia é ambientata nella jungla della Nuova Guinea e si ispira a fatti realmente accaduti allo sceneggiatore, Andrew Wight, rimasto intrappolato in un sistema di grotte subacquee.
Sanctum é una co-produzione Australia/Usa e il suo cast è composto da una squadra di speleologi e subacquei che devono trovare un passaggio che porti al mare delle Salomone, passando per una fossa di origine carsica posta al centro della foresta pluviale e profonda circa cinque chilometri.
In questa spedizione si affrontano problemi quali: la mancanza di ossigeno, la decompressione, la disidratazione, la claustrofobia, gli attacchi di panico, la fame e anche la morte..Da questa squadra uscirà vivo un solo superstite, di cui non sveliamo l’identità e tutto il film é pervaso da un’atmosfera thriller sia per la crudezza e la violenza di certe immagini, sia per il senso permanente della sfiducia nel trovare una via d’uscita da quell’abisso infernale.
Idealmente ricorda un po’ l’inferno dantesco e infatti il sopravvissuto, nella scena finale, riesce ad approdare stremato ma vivo al mare, realizzando e dando un senso a quella spedizione, così come il sommo il Poeta giunge con Virgilio alla spiaggia del Purgatorio dopo aver disceso i gironi infernali.
Anche in Sanctum la discesa é una catarsi poiché durante questa tragica spedizione sembra che tutti, con l’avvicinarsi della fine, vogliano chiarire e manifestare i propri sentimenti.
Di particolare rilievo il rapporto padre-figlio dei due protagonisti, il capo spedizione Frank Mc Guire (Richard Roxburg) e il figlio Josh (Rhys Wakefield): la fiducia nell’avventura, un po’ alla Indiana Jones del padre, viene messa in discussione dalla prosopopea del giovane figlio..
Per quanto appaia quantomeno bizzarro che il corpo umano resista a certe profondità della crosta terrestre, il viaggio e la cura dell’equipaggiamento all’inizio sembrano quasi spingere chiunque a intraprendere una tale avventura, peccato però che ben presto la natura manifesti la sua crudeltà, soprattutto quando un uragano in superficie riempie quasi totalmente di acqua quel sistema di gallerie sotterranee…
In questi film, viene utilizzata la tecnica del 3d stereoscopico, che permette una visione a 360° e non più frontale e basta, dando allo spettatore la reale sensazione di trovarsi dentro la pellicola e di vivere in prima persona le scene rappresentate: per fare questo sono distribuiti all’ingresso delle sale (non tutte) degli speciali occhiali 3d che hanno lenti anche laterali e che soprattutto hanno una clausola di restituzione di 65 €, qualora venissero danneggiati e smarriti…non solo, la penale va pagata immediatamente, altrimenti non si può uscire dal cinema! Il problema è che questa clausola non è descritta dagli operatori di sala e si trova scritta in piccolissimo nella busta degli occhiali.. perciò raccomandiamo attenzione agli spettatori più sbadati!!

Recensione di Davide Stadirani

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