Apr 302008
 

Non pensarci, regia di Gianni Zanasi, con Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Giorgio Battiston, Caterina Murino, Paolo Briguglia, Gisella Burinato (Italia, 2007)

locandina_nonpensarci.jpgGianni Zanasi, l’acuto osservatore del mondo adolescenziale conosciuto per opere come “Nella mischia” e “A domani”, stavolta si supera e con “Non pensarci” entra di diritto nella esigua schiera dei migliori registi italiani, firmando un’operina agrodolce, per nulla banale, e per fortuna aliena dalla “carineria” sciropposa di tanto cinema italiano d’autore.
Vi si narra di un musicista rock trentacinquenne, Stefano (Valerio Mastandrea), di grandi aspettative, in crisi creativa, che decide di lasciare Roma, anche perché abbandonato dalla sua ragazza, per tornarsene dalla famiglia, a Rimini.
Viene accolto apparentemente a braccia aperte, dagli apprensivi genitori, dalla sorella (Anita Caprioli) e dal fratello (Giorgio Battiston), nevrotico e solitario, che ha preso in mano l’azienda del padre, ritiratosi per motivi di salute, e dedito solamente al gioco del golf.
Ben presto, assorbito nuovamente dai meccanismi familiari, scopre l’infelicità e la vacuità della vita di provincia, ove la sorella, in crisi esistenziale, abbandona l’università per dedicarsi ai delfini, ed il fratello, introverso e sofferente, sta per portare l’azienda al fallimento, mentre la madre si dedica a corsi “new age”.
Egli cerca, pertanto, di dare una mano all’azienda di famiglia, scontando la sua totale inesperienza, tra colloqui con i sindacati e con le banche creditrici, fin quando un colpo di fortuna (o l’abilità ed il fiuto del vecchio padre) salvano l’azienda.
Stefano, ritenuto esaurito il suo compito, torna a Roma, nuovamente motivato, riprende il suo posto nel complesso “rock” che aveva abbandonato, e durante un concerto si getta dal palco tra la folla: ci piace pensare, contrariamente a quello che era capitato ad un suo compagno di gruppo all’inizio del film, che stavolta la gente lo sosterrà.
Il film è lucido ed ironico e lo spaccato della vita di provincia, la sua alienazione, è descritto con efficacia rara; il senso di solitudine che pervade le persone, la fragilità dei sentimenti, la precarietà delle situazioni, il vuoto generazionale ne fanno un’opera fortemente attuale.
Proviamo così tenerezza per il fratello che si innamora di una gentile prostituta (Caterina Murino), e per la sorella che forse ritrova un amore perduto, tristezza per la notizia del suicidio dell’amico, vittima di una sciocca battuta da bar: questi piccoli eventi sono delineati con pochi tratti e grande sapienza narrativa, nella tradizione della migliore commedia all’italiana, con la complicità delle note della dolce e malinconica “Agnese dolce Agnese” di Ivan Graziani.
In tutto ciò gli attori sono ottimi e credibili; Mastandrea, poi, cresce rapidamente e si avvia ad essere uno dei più intensi protagonisti del nostro cinema: la sua è un’interpretazione sommessa, straniata, magistrale.
Il film ha avuto un grande successo alla Mostra del Cinema di Venezia, Sezione Giornate degli Autori.

Recensione by DARK RIDER

  2 Responses to “Non pensarci”

  1. [...] pesce fuor d’acqua che rimanda col pensiero al suo precedente personaggio nel bel film di Zanasi “Non pensarci”. Brava anche Claudia Pandolfi nei panni di Valeria, apparentemente donna felice e realizzata, [...]

  2. [...] Bang bang all'italiana. Luisa su Lo sai che… Tangenziale Milano Luca Gervasi su Mondi sommersi…Non pensarci SlowcultEgli cerca, pertanto, di dare una mano all'azienda di famiglia, scontando la sua totale [...]

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