Feb 232009
 

Religiolus, vedere per credere. Regia di Larry Charles. Con: Bill Maher.
Durata 101 min. – Usa 2008

★★★½☆

Religiolus.jpgLa religione è l’oppio dei popoli. Nessuna frase risulta più appropriata per introdurre questo film documentario, figlio nello stile dell’apripista del genere Michael Moore, che prende di mira il concetto stesso di Religione.
Religulous (nel titolo americano), crasi fra le due parole Religious e Ridiculous, è un percorso in chiave ironica e irriverente che attraversa e scardina le convinzioni di tutte le religioni, partendo dalle tre principali monoteiste Cristiana, Ebrea e Musulmana e passando in rassegna tutte quelle minori, dall’evangelica a Scientology, dai Mormoni ai vari santoni e predicatori fai da te, che proliferano come funghi in special modo nel sottobosco americano.
Il regista di “Borat” Larry Charles dirige l’esilarante e arguto comico Bill Maher al cospetto di predicatori mangiasoldi, ex sacerdoti satanisti folgorati sulla via di Damasco, confraternite di gay e lesbiche “guariti” che offrono il loro divino aiuto per uscire dalla “malattia”, gay musulmani che riparano ad Amsterdam, dove troviamo anche guru della cannabis investiti di sacralità, rapper arabi xenofobi che incitano alla guerra santa negando agli altri la libertà cui anelano (vedi il caso Rushdie o Theo van Gogh) e rabbini che aggirano i divieti dello shabbat con diavolerie tecnologiche degne di Archimede Pitagorico (quello dei fumetti). Nel percorso finiamo per imbatterci addirittura in veri e propri parchi a tema, stile Disneyland, dove in uno viene ricreato con velleità storica un contesto in cui uomini e dinosauri convivono in armonia, in barba a tutte le teorie evoluzionistiche di Darwin, mentre nell’altro va in scena ogni giorno l’agghiacciante rappresentazione della passione di Cristo, con tanto di spettatori in lacrime, in cui il protagonista (realisticamente immedesimato nella parte di Gesù) pungolato da Maher viene, forse, investito dal dubbio delle sue convinzioni.
È il dubbio, infatti, quello che Bill Maher chiama in causa a contrastare la fede. Come può una mente razionale accettare l’idea di una vergine che partorisce un uomo che resuscita morti e cammina sulle acque, che viene inviato sulla terra dal padre in missione suicida al fine di redimerci dal peccato originale, al quale siamo stati istigati da un serpente parlante?
Inoltre ci ricorda che i “miti” su cui poggiano le basi del cattolicesimo tradizionale, come il Natale o il concepimento della vergine, sono leggende importate dall’Egitto e dall’India già in circolazione da almeno tremila anni!
Il comico, con la sua fluente e sapiente parlantina, punta a disorientare le persone intervistate mettendone in ridicolo le affermazioni sia verbalmente, sia con l’aiuto, in fase di montaggio, di scene mixate ad hoc (film, cartoons, attualità) che ricordano molto lo stile del nostro caro Blob di Enrico Ghezzi.
Nonostante però l’irrefrenabile ilarità che scaturisce dalla visione di molte scene cult (cito fra tutte il parallelo suggerito tra i vistosi paramenti sacri dei leader religiosi e gli abiti delle rockstar, così come il senatore americano che, messo alle corde da Maher, si rende ridicolo da solo dubitando involontariamente della propria intelligenza) il film rimane un agghiacciante spaccato della società attuale, composta da masse incapaci di ragionare con la propria testa alla spasmodica ricerca di un leader da seguire che sappia colmare i loro vuoti, anche se con argomentazioni prive di certezze scientifiche, e da presunti leader abili a cavalcare l’onda pur di soddisfare le loro brame di potere e di dominio. Religiolus diventa, quindi, qualcosa di più di un irriverente documentario, portandoci ad una inevitabile riflessione sulla commistione tra religione e politica.
Con sano scetticismo Maher infine si congeda esortando gli agnostici a farsi alfieri del dubbio, e invitando i religiosi moderati a prendere le distanze da certi credo in nome di tutte le vittime di religione, con un apocalittico commiato: “crescete o morite!”

Recensione by Claudia

  5 Responses to “Religiolus, vedere per credere”

  1. Recensione molto bella e completa che riesce a rendere perfettamente il sapore di questa piccola perla documentaristica. Per altro, Bill Maher non ha sprecato l’occasione di farsi un po’ di pubblicita` dal palco della notte degli Oscar.
    Un film che vale la pena di vedere prima che lo tolgano.

  2. Si e’ vero, l’idea e’ resa benissimo da questa recensione…peccato che il film viene visto da chi e’ gia’ piu’o meno ateo e non da chi dovrebbe vederlo. :)

  3. @Martina

    Solo le persone veramente intelligenti e veramente sicure delle proprie opinioni sono disposte a sentire (o vedere) la campana opposta… e` sempre troppo facile dibattere con chi la pensa come te.
    Ma forse, tra tanti atei, prima o poi qualche “credente” lo vedra`… magari solo per farsi due risate.

  4. Una critica mossa agli autori di questo film è stata che loro hanno portato avanti il confronto con persone non propriamente autorevoli, insomma che non hanno voluto affrontare un contraddittorio all’altezza di poterli controbattere. Dimenticando però che il Vaticano non li ha voluti ricevere, e questo è anche documentato sul film. Inoltre alla presentazione della pellicola alla casa del cinema di Roma, la Santa Sede è stata l’unica a non mandare un proprio esponente, a differenza della comunità ebraica e di quella musulmana, i cui esponenti sono stati liberissimi di esporre le proprie opinioni e difendere le loro tesi nel civilissimo dibattito seguito alla visione. Grazie per gli apprezzamenti.

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