Nov 092015
 

Spectre – 007, di Sam Mendes, con Daniel Craig, Léa Seydoux, Ralph Fiennes, Ben Whishaw, durata 148 min.USA 2015

★★★½☆

locandina 007Ed ecco a voi “Spectre”, il 24esimo capitolo di una delle più longeve saghe della cinematografia mondiale, quella di 007 basata sui racconti di Ian Fleming. Come si può facilmente intuire dal titolo, l’agente segreto più famoso del mondo si troverà a dover fronteggiare la minaccia della fino ad allora sconosciuta organizzazione criminale Spectre. I fans di James Bond ricorderanno sicuramente questo nome già comparso in ben sei precedenti film, tra i quali “Agente 007 – Licenza di Uccidere” del 1962 e “Agente 007 – Una cascata di diamanti” del 1971. Il regista Sam Mendes, divenuto famoso per pochi ma ottimi film come “American Beauty” e “Era mio padre”, e adesso alla sua seconda esperienza nella direzione di un film legato a 007, dopo il grande successo di Skyfall del 2012, ci regala una nuova ed entusiasmante pellicola di azione. Ed è proprio di questo che si tratta, di un film di azione allo stato puro. Dimentichiamoci i grandi colpi di scena che ci avevano tanto fatto apprezzare il predecessore Skyfall e dimentichiamoci anche le tipiche note alla James Bond, il sarcasmo irriverente e l’elegante savoir-faire. D’altronde quest’ultimo aspetto ce lo si poteva aspettare: ormai al quarto film di Daniel Craig nei panni dell’agente doppio zero abbiamo imparato a non aspettarci un “classico Bond”. Così, i puristi di 007 continueranno a storcere il naso di fronte ad un James Bond più simile ad un palestrato e rozzo Vin Diesel che ad un elegante e raffinato Sean Connery, il quale incarna alla perfezione lo spirito di 007 e ha da sempre rappresentato il riferimento assoluto per tutti gli eredi agenti segreti comparsi sul grande schermo. Ad affiancare il protagonista, il film vede le solite Bond girls, tra cui la fugace Monica Bellucci e la più permanente Léa Seydoux. La prima, l’italiana Bellucci, interpreta una brevissima parte che, come ci si può aspettare ricordando le sue recenti apparizioni in produzioni internazionali, ha più o meno lo stesso spessore di quella già vista in “Matrix Reloaded”, sia dal punto di vista narrativo che recitativo. Decisamente molto più presente la giovane attrice francese, il cui ruolo risulta determinante nell’economia del film, nonostante la sua interpretazione non entusiasmi. Discorso diverso vale per il cattivo di turno, il magistrale Christoph Waltz. L’attore austiaco che si è già fatto notare per le notevoli capacità interpretative nei tarantiniani “Django Unchained” e “Bastardi senza gloria”, nonostante in Spectre ricopra un ruolo di fondamentale importanza, purtroppo una sceneggiatura piuttosto piatta e in cui il super-cattivo ha poco peso in termini di minuti davanti alla macchina da presa non gli rendono abbastanza giustizia. Sarebbe stato meglio in questo prendere spunto da Skyfall, in cui il malvagio e bravissimo Javier Bardem è a tal punto valorizzato da oscurare totalmente chiunque, protagonista compreso, con la sua incredibile interpretazione. Sicuramente il contributo di Bardem ha dato quel quid in più a Skyfall che anche Waltz avrebbe potuto dare a Spectre. Tra gli altri attori in Spectre, parti minori vengono ricoperte da un bravo Ralph Fiennes (il nuovo M) e dal meno famoso Ben Whishaw (il nuovo Q), la cui eccessiva giovinezza stride con i classici film di 007.
La regia di Mendes sa regalarci scene ad alto contenuto adrenalinico e in certi casi ha anche dimostrato di saper abilmente usare l’empatia per trasmettere le sensazioni provate dall’eroico agente segreto. Purtroppo, qualche cambio di fuoco di troppo, soprattutto nella parte iniziale del film, potrebbe lievemente infastidire lo spettatore. La sceneggiatura, come già anticipato in precedenza, è molto più lineare rispetto a quella apprezzata in Skyfall, in cui importanti ed inaspettati colpi di scena ci hanno lasciato letteralmente a bocca aperta. Spectre ci mostra ambientazioni mozzafiato, come la fantascientifica Roma senza buche stradali, teatro di uno spettacolare inseguimento automobilistico, le innevate Alpi austriache, che a causa di avverse condizioni meteo hanno costretto la produzione all’impiego di ben 400 tonnellate di neve artificiale, e il torrido ma affascinante deserto africano. Ovviamente non mancano le scene londinesi, così come i tipici cliché oggettistici/tecnologici, come la quasi “usa e getta” super-accessoriata Aston Martin e il “rumoroso” orologio Omega.
In conclusione, Spectre è un buon film di azione, come se ne vedono tanti ultimamente, dai quali però non ha nulla da invidiare o da farsi invidiare. Consiglio la visione del film sia agli appassionati del genere, i quali apprezzeranno senza pretese le molteplici citazioni e i richiami ai capitoli precedenti della saga, che a chiunque voglia passare quasi due ore divertenti ma senza troppo impegno. Ci lasciamo comunque con la certezza che questa non sarà l’ultima volta di “Bond…James Bond!”
Recensione di Giuseppe Sindoni

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