Mar 012021
 

“Hybris: Where is the man?” (video installazione 2021)

Hybris Where is the manÈ online il video girato dai videomaker di Codec 99, che riprende la nuova installazione dei Res Extensa che ha avuto luogo il 14 gennaio, a porte chiuse, nel centro sociale SOS Fornace di Rho (MI).

Il video di “Hybris: Where is the Man?” ruota attorno a un luogo specifico che sottolinea il concetto di abbandono: delle case, delle fabbriche e del mondo intero. Alessandro Porro e Nicola Porcu, che compongono il collettivo Res Extensa, spiegano: “Un luogo come SOS Fornace è uno spazio recuperato, riconsegnato alla possibilità di aggregazione e alla cultura, ma di luoghi abbandonati e fabbriche dismesse è pieno il mondo. E i Res Extensa portano questo pensiero alle estreme conseguenze, e mostrano un mondo disabitato e sconsolato dove rimangono solo loro due, vestiti totalmente di bianco, un bianco che li fa scomparire nelle immagini proiettate sulle pareti.”

“Hybris: Where is the Man?” è anche un grido che arriva dal mondo dello spettacolo, costretto ad una vita irreale, se il concetto di realtà, per il mondo dello spettacolo, deve comprendere anche quello di presenza.

Res Extensa è un duo artistico composto da Nicola Porcu e Ale Porro, molto legato al periodo pandemico che tutto il mondo sta vivendo. Sono nati infatti nel 2019 e la loro prima esibizione avrebbe dovuto svolgersi nella primavera del 2020 ma è stato tutto annullato in seguito alla pandemia. L’opera che dovevano presentare in quell’occasione era “Face of Nature”: un discorso, fatto di video e musica, attorno al concetto di natura e a tutti i modi in cui questa stia soffrendo davanti all’azione spregiudicata dell’uomo.

Ma sarà l’uomo o la natura a perire? Questo è il pensiero in cui si snoda il secondo lavoro dei Res Extensa “Hybris: Where is the Man?” una video installazione senza pubblico.
Hybris come l’arroganza dell’uomo nei confronti della natura, un’arroganza che non può avere buon esito.
Viene infatti rappresentato un mondo senza umanità, fermato in un momento che potrebbe essere quello appena successivo alla fine dell’ultimo essere umano. La natura non ha ancora preso il sopravvento, ma lo farà. Rimangono le rovine delle fabbriche dismesse (le stesse dove viene messa in scena l’installazione) e le abitazioni, che sono ancora in ordine, ma disabitate.
L’ossessione dei Res Extensa è quella di mostrare come anche questo mondo sia solo una proiezione, così come avviene nella caverna del mito di Platone, descritto nella Repubblica. Il mondo è solo l’immagine del mondo, ed è un’immagine spettrale. Un’immagine di un mondo che si è liberato dall’uomo.
E in questa immagine riflessa si fondono i Res Extensa, continuando a giocare con la musica, nonostante tutto, davanti a un pubblico che non è altro se non la duplicazione speculare di se stessi e delle immagini del mondo senza uomini.
Il video, girato da Alessio Cusano di Codec 99, è reso ancora più straniante dalla ripresa fatta in piano sequenza circolare, proprio come non potesse sussistere la possibilità che dietro la camera ci fosse anche solo un essere vivente.

La produzione video di Codec 99 moltiplica gli sguardi possibili sull’installazione, mettendo a disposizione degli spettatori due differenti visuali, oltre a quella del piano sequenza già citato. Una è un video con un montaggio dei particolari in slow motion, l’altra è la ripresa a 360° che permette a chi guarda di andare a cercare, muovendosi, l’inquadratura che desidera vedere.

Tutto il progetto è una produzione Doremind e Codec 99 ed è inserito nel più ampio progetto Naturalmente Musica, vincitore del bando Operazione Comunità di Oltreiperimetri, che tratta temi ambientali attraverso la lente della creatività musicale.

Guarda il video di “Hybris: Where is the man?i”

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