Nov 132011
 

Kafka sulla spiaggia, di Haruki Murakami, Einaudi, pp 522, € 15.00

★★★★☆

La prima edizione originale (Umibe no Kafuka)è stata pubblicata nel 2002. La traduzione italiana, curata da Giorgio Amitrano, è stata pubblicata da Einaudi nel 2008.
A chi non conosce Murakami io consiglio di cominciare con questo libro. La storia di un viaggio, di una fuga, di un incontro e di una scelta. Tutti i personaggi hanno un comune percorso esistenziale, senza saperlo si stanno cercando e l’incontro che avverrà tra di loro sarà risolutivo e trasformerà le loro vite. Sono personaggi che esprimono sentimenti primordiali: abitare il mondo, vivere le proprie emozioni, cercare il bene, l’amore, la felicità. Le loro vite percorrono vicende fantastiche, alcuni di loro hanno perfino talenti unici, come Nakata che riesce a parlare con i gatti, e l’incontro con altre dimensioni esistenziali come quelle del sogno o dell’immaginazione diviene parte integrante del racconto tanto da apparire totalmente probabile. Alla straordinaria abilità narrativa di Murakami, non manca mai il legame con tutto l’universo artistico, e in particolare con la musica, che ha sempre un posto importante nei suoi romanzi. La musica come forma d’arte in grado di produrre un cambiamento: un’evoluzione esistenziale nei personaggi. La musica che conforta, commuove, incoraggia, evoca emozioni. I personaggi principali di questo romanzo, a partire dal quindicenne Tamura Kafka dal quale si snoda in qualche modo tutta la storia, possiedono tutti il dono della lungimiranza. Hanno cura del prossimo, rispetto dei luoghi e pazienza. Con questo romanzo Murakami sembra volerci dire che accelerare gli eventi o precorrerli o anche solo immaginarseli, significa corrompere la nostra vita, bruciare le nostre possibilità, qualunque esse siano.

“Guardare troppo lontano è un errore. Se uno guarda lontano, non vede quello che ha davanti ai piedi, e finisce per inciampare. Ma anche concentrarsi troppo sui piccoli dettagli che si hanno sotto il naso non va bene. Se non si guarda un po’ oltre, si va a sbattere contro qualcosa. Perciò è meglio sbrigare le proprie faccende guardando davanti a sé quanto basta, e seguendo l’ordine stabilito passo dopo passo. Questo, in tutte le cose, è il punto fondamentale.”

recensione di Constance

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