Feb 052010
 

Prenestinity, di Andrea Caovini. Zona editrice, 132 pag. eur13.00

★★★½☆

Racconti di periferia, giovani (non ggiovani) ed ex giovani, giovani che ragionano da anziani e vecchi che si comportano da giovani, studenti fuori sede, non solo dal punto di vista geografico. Capitoli brevi da leggere al semaforo, in fila alla posta, oppure tra uina fermata e l’altra della metropolitana. L’idea di una ‘Prenestinità’, come di un luogo della mente, un modo di vivere, di interpretare i sentimenti suscitati da avvenimenti che però non vengono narrati nel volume. Pennellate impressionistiche per descrivere non un quartiere specifico, ma tutte le periferie che si possono racchiudere nello spazio di un bancone di un bar, lontano anni luce dagli happy hour e le enoteche trendy che imperversano ai nostri giorni.
C’è un io narrante, ma che non surge mai a vero e proprio protagonista del testo: protagonisti sono semmai i suoi pensieri, le sue riflessioni sui momenti del vivere quotidiano, analizzando particolari di giornate che sembrano ripetersi sempre uguali. E’ dall’analisi di episodi apparente banali ed insignificanti che si scatenano domande e si analizza la natura umana che popola l’universo, il microcosmo visto attraverso la lente di una vetrina del bar. Il sottotitolo di questo libro lo identifica come una “soap novel”: al di là dell’eccesso di esterofilia dalla quale facciamo fatica ad affrancarci, va riconosciuto che la definizione è abbastanza azzeccata e descrive sinteticamente la natura del racconto e l’approccio di lettura che inevitabilmente ne consegue. Il linguaggio è difatti volutamente lineare, molto corrente, a volte troppo scarno, anche se rivela un preciso volere dello scrittore, che punta esplicitamente ad una lettura di facile ed immediata fruizione.
Un esordio letterario da non sottovalutare, quello del ragionier poeta Andrea Caovini, musicista a tempo pieno nonchè scrittore attento osservatore della fauna umana che lo circonda, organizzatore di eventi di musica originale e chi più ne ha più ne metta, che nel corso di una piacevole ‘chiacchierata da bar’ ci raccontato la genesi del libro, rivelandoci retroscena e particolari su alcuni personaggi (in particolare Bubo ed Ugo) che segnano e caratterizzano alcune tra le pagine migliori del libro, per poi confidarci come e da dove siano nati i personaggi che lo animano e annunciando infine nuovi futuri capitoli di Prenestinità, nuovi ‘schizzi sentimentali’ che a breve si andranno ad aggiungere a questa piacevolmente scorrevole prima puntata.

Recensione di Fabrizio

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