Feb 132009
 

Antony and the Johnsons: The Crying Light
Produzione G:B., 2008. Musicians: Antony, Thomas Bartlett, Maxime Moston, Rob Moose, Julia Kent, Doug Wieselman, Jeff Langston, Parker Kindred, Will Holzhouser

★★★★☆

Lanciato nel 2000 dal leader dei Current 93, David Tibet, cui aveva consegnato un demo, Antony Hegarty, omosessuale dichiarato ed ex Drag Queen, si è via via venuto affermando come uno dei più fulgidi rappresentanti dell’Avanguardia, profondamente ammirato da Diamanda Galas, Lou Reed, e Bjork, con la quale si è sovente esibito; dotato di una vocalità straniante ed allucinata e di grande intensità evocativa, egli si pone nell’ambito del filone culturale che recupera un romanticismo musicale colto.
La copertina di quest’ultima fatica, The Crying Light, un autentico capolavoro, raffigura il danzatore giapponese Kazuo Ohno, di 101 anni, icona dell’Avanguardia e suo ispiratore. Antony, una delle voci più straordinarie del mondo che esprime delle sensazioni di poetico lirismo, realizza la sua opera più intensamente spirituale, sviluppandola attraverso temi universali come l’evoluzione del nostro pianeta, i rapporti padre/figlio, la percezione di appartenere allo stesso universo e la capacità di realizzare se stessi, recuperando un rapporto con gli elementi della natura.
L’album si apre con la sublime Her eyes are underneath the ground, drammatica e piena di pathos, con emozionante contrappunto di pianoforte. A seguire la magnifica Epilepsy is dancing, più movimentata, quasi musica da ballo, e One Dove, brano caratterizzato da un malinconico stupore, che percepisce la fallibilità dell’uomo. I brani sono genialmente accompagnati da tenui arrangiamenti di archi e fiati (coordinati dal geniale Nico Muhly, allievo del grande Philip Glass, creatore di un immaginifico minimalismo barocco), che conferiscono all’opera un forte senso di suggestione evocativa.
Kiss my name, struggente, ma dagli arrangiamenti pop, visione di un bimbo che danza sulla neve, può ricordare certi brani di Battiato, con il quale peraltro Antony ha recentemente collaborato.
The Crying Light esprime il senso di una natura visionaria, formata da meravigliosi cristalli di luce; il musicista si pone in rapporto con essa; nella sua immensità, nella visione dei grandi laghi e delle foreste, egli cerca percorsi d’amore, misura il suo dolore e la caducità delle cose. Intrisa di una profonda spiritualità è anche Another World, grido di dolore per la terra che muore, che precede le emozionanti soluzioni melodiche di Daylight and the Sun, inno alla luce che nasce dal sole, e dal fuoco. La drammatica Aeon, quasi urlata, racconta la rivelazione della figura del padre, diretta ad un bimbo appena nato. Il senso di pathos pervade anche Dust and Water, sostenuto dalla sola voce di Antony, e soprattutto Everglade, sublime canto d’amore, un brano fortemente teatrale e maestoso che conclude questo bellissimo album, etereo ed interamente intriso di profonda spiritualità.
Questo magnifico lavoro, che enfatizza la bellezza della natura, considerata il principio e la fine di tutte le cose, è pervaso da una filosofica angoscia esistenziale: il musicista, nuovo moderno guru dell’Avanguardia, nell’estendere la sua voce unica sembra conoscere sia il dolore del mondo che la drammatica incomunicabilità degli uomini ed anelare ad un riscatto possibile solamente ritornando ad essa, comprendendola nei suoi elementi fondamentali terra, aria, acqua, fuoco, in modo da evitarne la distruzione.

Recensione by Dark Rider

  One Response to “Antony and the Johnsons: the crying light”

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