Steve Reich Evening, coreografie di Anne Teresa De Keersmaeker, Compagnia di Danza Rosas, Ictus Ensemble, Musiche di Steve Reich e Gyorgy Ligeti
Roma, Auditorium Parco della Musica 3-4 aprile 2008
Quando nel 1970 Terry Riley si recò in India, dal maestro di raga vocale Pandith Pran Nath, per imparare da lui il canto Khyal indiano, non poteva immaginare che questa esperienza avrebbe consolidato uno dei percorsi più fecondi della Musica Contemporanea, allora nascente, la Musica Minimalista; la tradizione classica dell’India del Nord, infatti, ha influenzato profondamente anche Steve Reich, La Monte Young, e Philip Glass, massimi esponenti della stessa, che entrarono anch’essi in rapporto con il musicista indiano.
Al termine di Musica Minimalista va associato quello di musica “ripetitiva”, che propone scale di suoni analoghi, che via via però, impercettibilmente, generano mutamenti graduali.
La ripetitività è propria della musica meditativa, che fa parte del minimalismo, e che ha, almeno negli Stati Uniti, dove è sorta, una forte connotazione spirituale.
In Europa, e soprattutto in Inghilterra, il minimalismo perderà la sua connotazione spirituale, cercando strade più “terrene”, ma altrettanto feconde dal punto di vista artistico, con autori come Michael Nyman, Gavin Bryars, Michael Brook e Brian Eno, che però appare da subito orientato verso la Ambient music, di cui sarà il creatore.
Tale stile rarefatto e fascinoso conquisterà molti musicisti americani ed europei; la ripetitività esprimerà in varie forme l’affinità della esperienza musicale con quella della meditazione, dando vita a delle opere di sconfinato splendore.
Nell’ambito di queste coordinate culturali, si è svolto lo spettacolo di danza moderna, in omaggio alle musiche di Steve Reich, compositore ebreo – americano, cui l’Auditorium ha voluto dedicare uno splendido omaggio in diverse serate.
Questo grande musicista d’avanguardia, molto complesso, ha creato il modulo compositivo del “Phasing”,che si basa su suoni che partono all’unisono, e via via si decompongono, sino ad arrivare a produrre una miriade di architetture musicale derivanti da essi.
Egli ha composto opere memorabili, soprattutto negli anni settanta ed ottanta, miglior periodo della sua creatività, come “Music for 18 Musicians”; recentemente, nel corso del tempo, molti musicisti che si ispirano a lui hanno contribuito a creare nuove miscele di suoni più accessibili, che hanno dato origine a molti aspetti della nuova musica “rock”, ma anche “techno” ed “hip hop”.
La performance in suo onore si è aperta con “Pendulum music”: alcuni microfoni sono stati fatti pendolare sopra a delle casse, e via via che l’oscillazione si modificava e rallentava, la gamma di suoni derivati si arricchiva, e trovava nuove modulazioni, sino al rallentamento ed al progressivo spegnimento.
Sono state poi messe a ticchettare decine di sveglie manuali, per diversi minuti, sin quando la gamma di suoni si è andata affievolendo e poi spegnendo, con effetti fortemente ipnotici.
Successivamente è entrata in scena la Compagnia di Danza Rosas, con le coreografie di Anne Teresa De Kersmaeker, la quale gode di un profondo rapporto artistico con la musica di Reich, sin dagli anni ottanta, con l’opera “Phase”e poi, nei novanta, con “Drumming”; essa ha realizzato uno spettacolo di intensa suggestione visiva.
La danzatrice belga, che coordina la Compagnia, ha delineato un disegno coreografico obliquo e mobilissimo; i volti delle danzatrici e dei danzatori, che si alternavano, esprimevano passione ed una intensa luminosità, i corpi di essi effettuavano miracolosi volteggi ed equilibrismi, accompagnati dalle note suggestive del compositore ebreo-americano, dando un’impressione allo stesso tempo di potenza e di leggerezza.
E’ stata poi la volta della compagine musicale d’avanguardia belga “Ictus Ensemble”, che ha interpretato mirabilmente la poetica del compositore americano, creando splendide iterazioni, con pianoforti, vibrafoni e xilofoni, e variando poi tematica, affrontando alcuni brani di Gyorgy Ligeti, che molti ricorderanno in quanto Kubrick utilizzò sue composizioni in diversi suoi films, tra cui “2001 – Odissea nello Spazio”; egli è compositore ungherese di musica classica contemporanea, che lavorò con Stockausen, e fu il precursore di tanta avanguardia musicale, le cui tematiche si incrociarono in più momenti con quelle di Reich, che egli apprezzò e di cui studiò le composizioni.
Il pubblico, pur nell’ambito di uno spettacolo di difficile fruizione, ha dimostrato molta competenza, ed ha gradito molto la performance, rivolgendo a tutti i protagonisti della serata una vera ovazione.
Recensione by Dark Rider


