Ago 152009
 

Montalto di Castro (VT), 24 luglio 2009

★★★½☆

acquaragiaE’ partito il 16 Maggio da Lecce il nuovo progetto musicale nato dalla collaborazione della (ex?) rock-star Piero Pelù ed il gruppo di musica Rom italiana Acquaragia Drom e noi li abbiamo intercettati nel loro nomade girovagare il 24 luglio a Montalto Marina, nell’ambito del Tuscia Rock Festival. E’ un progetto fortemente contaminato, come già racconta il sottotitolo: ROCK’N’ROM, un modo singolare di mettere insieme il rock di Piero Pelù e gli Acquaragia Drom, che portano in giro per il mondo la musica zingara delle comunità rom italiane, in particolare del Molise, terra misteriosa e dimenticata. Il rock e la musica popolare, ma anche due stati dell’anima: quella nera, rockettara e diabolica di Piero Pelù e quella santa, anzi “Santissima”, dei componenti del quintetto rom: Santa Rita da Cascia all’organetto, Sant’Elia da Cagliari alla chitarra e ai tamburelli, SanDokan al contrabbasso a tre corde, Sant’Erasmo da Rotterdam al violino, San Markus al clarinetto, e poi San Cosimo Zannelli alla chitarra elettrica e San Paolo Baglioni alla batteria, gli ultimi due scovati dal gruppo di musicisti di Piero Pelù.
La graffiante voce di Piero Pelù viene inglobata, amalgamata e quasi addolcita dai suoni del violino zigano, dell’organetto e del clarinetto che riproducono le atmosfere dell’est europeo e della provincia italiana, con gli stacchi sincopati delle melodie zigane, i passaggi velocissimi del violino e i ritmi indiavolati del tamburello, che a un certo punto attacca la terzina della pizzica e trascina tutti in un ballo tarantato. E allora Rita, unica donna sul palco, tira fuori la sua graffiante femminilità per ballare una pizzica scatenata sulle note di Tziganata, un classico dei Litfiba rivisitato in una bellissima chiave pizzica, come una moderna “Eva che ballava sul fuoco la notte in cui nacque l’odio…..” lasciando all’inizio un po’ sbalorditi gli storici fans di Pelù, abituati a scatenarsi pogando. I temi del viaggio, delle vita nomade e della continua ricerca di qualcosa sono raccontati nei pezzi di Piero Pelù, o del classico repertorio dei Litfiba, come Lacio Drom (che vuol dire appunto Buon Viaggio) e il più recente Viaggio e sono resi ironici e intriganti dall’interpretazione degli Acquaragia Drom, come sempre autoironici e smaliziati che sdrammatizzano e reinterpretano i pezzi in chiave beffarda, nel più classico stile zingaro, facendo fantasticamente da spalla all’istrionico Pelù. Uno schermo è piazzato alle spalle dei musicisti. E lì i bei primi piani di Rom e Sinti fatti da Pelù in persona alla festa annuale di Santa Sarah, protettrice di tutti i Rom del mondo, al raduno annuale di Saintes Maries de La Mer, in Camargue. L’atmosfera sul palco è quella di una festa zingara, con Elia Ciricillo ed Erasmo Treglia che ci raccontano aneddoti dei loro lunghi viaggi in giro per il mondo, suonando e ballando ai festival di musicisti nomadi o ai lunghi festeggiamenti dei matrimoni zingari, e ci canzonano promettendoci grandi fortune per il nostro futuro, ma solo se partecipiamo anche noi alla festa cantando il semplice ritornello di Mister Romanò, l’unica canzone mai composta da Elia Ciricillo, il cantante degli Acquaragia Drom originario di S. Elia a Pianisi, Campobasso, Molise, Italia. E tutti noi del pubblico naturalmente cantiamo fiduciosi perché, non si sa mai, la sfortuna piglia pure a chi non ci crede!!!!! acquaflickrTra i pezzi del concerto due omaggi alla canzone italiana: una versione blues e molto struggente de Il Vino di Piero Ciampi, cantautore “maledetto” degli anni ’70 non molto noto ma particolarmente amato nel campo della musica di ispirazione bohemien, e una bella versione del Il Pescatore, di Fabrizio De Andrè, perfettamente in linea con tutta la serata con il suo concetto di tolleranza. E infine apprendiamo compiaciuti che 24 mila baci di Celentano è diventato ormai uno standard della cultura dei Rom di area balcanica, tanto da essere ricordata anche nella colonna sonora di un film di Kusturica (“Ti ricordi di Dolly Bell?”) per poi continuare a ballare sulle note di Ohi Mama, un grande classico della tradizione nomade dell’est Europa in questa bella serata densa di contrasti, e per questo molto divertente, in cui per una sera El Diablo si è fatto conquistare dall’Acqua Santa, anzi dall’Acquasantissima!!!

Con
Piero Pelù: voce
Elia Ciricillo: voce, chitarra acustica e tamburello.
Rita Tumminia: organetto, cori e danza
Erasmo Treglia: violino, ciaramella, tromba degli zingari e cori
Sandokan Gruia: contrabbasso ed evoluzioni.
Marcus Colonna: clarone, clarinetti e tamburello.
Cosimo Zannelli: chitarra elettrica e cori.
Paolo Baglioni: batteria

Scaletta
Fame da lupo
Bomba Boomerang
Mafia
Il Vino
Ohi Mama
Lacio Drom
Viaggio
Tziganata
Mister Romanò
Toro Loco
24.000 baci
Il Pescatore
Tex
El Diablo
Paname
Tribù
Lacio Drom (bis)

Recensione di Susanna

  2 Responses to “Acquasantissima: Rock’n’Rom”

  1. Nel mare del web, pescando bene, si trovano le perle migliori! Perchè mi avevano segnalato questa recensione di slowcult.it e ora che la vado a leggere mi sembra il manifesto esplicito di quello cha andiamo cantando noi Acquaragia Drom con il nostro amato Piero Pelù.
    Perchè c’è scritto molto di quello che ha ispirato il progetto e che portiamo dal vivo. Ma dentro le belle parole che letto, ho trovato anche quella passione necessaria per tenere tutti gli altri lettori appiccicati al testo.
    Insomma, se mai uscirà un disco di Acquasantissima, terremo conto della perla di Susanna per le note di copertina.
    Grazie.
    Erasmo Treglia (Acquaragia Drom)

  2. […] accompagnati sulla passerella rossa dell’Auditorium dagli strumenti gitani degli zingari nostrani Acquaragia Drom, è stato “Le Concert” del regista rumeno Radu Mihaileanu, di cui avevamo già apprezzato nel […]

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