Nov 132017
 

Andrea Ramulo: Le Mura, Roma 20/10/2017

IMG_3035-1Le Mura di Roma si conferma per l’ennesima volta tappa obbligata per artisti dell’area folk/country/americana di passaggio nel nostro Paese. Stasera il club di San Lorenzo ospita la tappa finale del lungo tour italiano di Andrea Ramolo fascinosa artista italo canadese di origine molisane (Sarà proprio lei in ottimo italiano a confermarci che “Si, il Molise esiste”) che presenta il suo nuovo album “Nuda”. E cosi si presenta Andrea Ramolo, lei, i suoi boots e la sua chitarra Danelectro. Il suo biglietto da visita recita le parole “Da parte di Michael Timmis” e già questo è sintomo di qualità. Il chitarrista dei Cowboy Junkies, immensa band canadese, ha prodotto questo album che viene da un periodo turbulento della vita di Andrea Ramolo. Il fantasma del suo ex compagno e le traversie che la songwriter canadese ha dovuto superare nel campo sentimentale saranno e sono il tema principale del suo live set. La Ramolo ci racconta di se, delle sue storie sbagliate, della sua nuova consapevolezza, dei suoi partner, sempre con un sorriso e sempre in ottimo italiano anche se tra il folto pubblico spicca qualche ragazza francese da Nizza e qualche canadese.
L’inizio del concerto solo voce e boots per il brano “Blue” setta lo standard del live set. I brani di Andrea Ramolo scorrono piacevoli, intensi, un songwriting di qualità (segnalo “Wildfire” del suo alterego Scarlett Jane oppure “Age of Love” tra le altre). Vox populi era che la songwriter canadese amasse particolarmente il repertorio musicale italico, cosi veniamo omaggiati di sue personali rivisitazioni di “Piccola e Fragile” di Drupi, “Caruso” di Dalla e una versione di “Strategie” degli Afterhours. Ma non poteva non esser pagato tributo a un grande canadese la cui assenza fa ancora molto male e parliamo di Leonard Cohen, “Hey, that’s no way to say goodbye” è proprio il brano adatto. Non ci rassegneremo mai al goodbye di Leonard Cohen. Ma segnalo anche “Dreams” dei Fleetwod Mac. Un live set molto bello, solo in piccola parte guastato dai rumori di fondo del bar de Le Mura.IMG_2990-1. Ma la voce e il carisma di Andrea Ramolo hanno fatto in modo che la concentrazione sul suo live set ha regnato suprema. Andrea mi ha confessato che vorrebbe tornare spesso e costruirsi una solida fan base. Credo che questo tour sia stato un ottimo auspicio e il responso di pubblico dimostra che forse non tutto è perduto e che con un ottimo passaparola possiamo dare sempre una casa a proposte di qualità, italiane e non.
Un ringraziamento speciale deve essere fatto ai ragazzi della Sunglass Production e della PMA Promotion che macinano chilometri per tutta Italia e assistono al meglio tutti i loro artisti tutti provenienti da scene culturalmente vivaci e che anche in formazioni ridotte arrivano nel nostro Paese con tante storie da raccontare senza filtri, confondendosi volentieri con la loro live audience per condividere storie ed esperienze, una vicinanza che può solo far bene alla musica suonata e non vissuta sui social.

Racconto di Fabrizio Fontanelli
Foto di Sara Terreni

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