Nov 132008
 

Ballo! – Auditorium Parco della Musica – Roma, 09 novembre 2008

★★★½☆

E’ un progetto audace questo “Contemporanea” a cura di Guido Barbieri e Oscar Pizzo, festival di tredici eventi che si svolge ormai per la terza stagione all’Auditorium, in coproduzione con la Fondazione Musica per Roma. Il filo conduttore della rassegna è la contaminazione, sia tra arti diverse (musica, cinema, teatro, video art, ma anche matematica e filosofia) che tra diversi linguaggi e stili di una stessa arte, la Musica, per l’occasione. ambrogio sparagna flicr by almost blue.jpg
E allora l’evento di esordio, tutte composizioni originali, eseguite in prima assoluta, quest’anno è stato affidato all’Orchestra Popolare Italiana diretta e voluta da Ambrogio Sparagna che, fin dalla sua fondazione, assembla e combina musiche e musicanti di varia provenienza geografica e di diversa formazione.
Questa volta il compito dell’Orchestra è stato quello di raccordare e comporre le diverse espressioni musicali attraverso lo spazio e anche attraverso il tempo nell’ambito di una sperimentazione che ha voluto mettere insieme i suoni e le voci antiche di tanti strumenti tradizionali e per molti lontanissimi (come zampogne e ciaramelle ma anche ghironda, chitarra battente, harmonium indiano, lira calabrese, mandoloncello) con le regole compositive della musica contemporanea di tre autori moderni: Marco Betta, siciliano di Enna, Riccardo Vaglini, dalla Toscana e Fabrizio De Rossi Re, romano, oltre al Maestro Sparagna di Maranola, provincia di Latina, che ha presentato alcune sue composizioni più vicine alla tradizione popolare rispetto a quelle degli altri compositori.
Abbiamo così assistito ad uno spettacolo in quattro parti.
Di Marco Betta: Vertitur interea caelum et ruit oceano nox, eseguito dai fratelli Lorenzo ed Enzo Mancuso, di Sutera, provincia di Caltanissetta, che hanno mostrato una tecnica vocale e capacità espressiva potente e fortemente legata all’esecuzione tradizionale dei canti della loro terra di Sicilia e da Giovanni Di Salvo, il carrettiere, anche lui molto ispirato.
Di Riccardo Vaglini: Due madri, eseguito da Eleonora Bordonaro, fortemente volitiva ed espressiva.
Di Fabrizio De Rossi Re: Terror vocis, due canti popolari agitati e disperati, affidati all’interpretazione dello stesso autore al pianoforte e alla potente ed espressiva voce di Lucilla Galeazzi.
Di Ambrogio Sparagna: Pizzichi d’Amore, eseguiti dall’Orchestra Popolare Italiana con i solisti Mario Incudine, Massimo La Guardia, Raffaello Simeoni e Eleonora Bordonaro.
A ricucire il tutto oltre alle immagini proiettate sullo sfondo di una vita contadina ormai offuscate da tanta lontananza, i suoni di sottofondo dell’Orchestra Popolare Italiana che ha saputo essere sempre presente e non invadere mai il campo e l’espressività degli interpreti, aspettando fino alla quarta parte dello spettacolo per poterci regalare quell’esplosione finale di “Pizzichi d’Amore” quando anche i musicisti hanno potuto esprimere tutto il loro amore e la loro passione accompagnando i passi di pizzica e tarantella calabrese ballati dalle due giovani ballerine che, a sorpresa, hanno invaso il palcoscenico dando senso al titolo dello spettacolo che richiamava un’altra arte, quella del “Ballo!”
La sonorità dell’intera serata avrebbe potuto essere quella colta e di difficile ascolto della musica contemporanea ma è stata mediata dai temi che sono quelli urgenti e concreti della migrazione, di un treno che, partendo, allontana dalla propria terra e dalle proprie radici, dello strazio e del dolore di una madre che vede il proprio figlio appeso ad una croce in uno “Stabat Mater” affidato alla voce sapiente e fortemente versatile di Lucilla Galeazzi che ha saputo interpretare tutte le sfumature della scrittura fortemente movimentata di un compositore poliedrico come Fabrizio De Rossi Re.
Non è facile mettere insieme il pubblico che va a sentire la musica popolare e folk con quello che ascolta la musica classica, anzi ancor di più quella contemporanea e far uscire tutti soddisfatti da una serata come questa; così come non deve essere stato facile far dialogare tra loro i tre compositori classici, che normalmente scrivono le partiture per i loro strumentisti, con questi musicisti che hanno imparato molte melodie per tradizione orale dai vecchi cantori, contadini o comunque non professionisti della musica, dei loro paesi d’origine. Ma non sarà che l’idea di un’Orchestra stabile di strumenti popolari presso una struttura importante come la Fondazione Musica per Roma sta cominciando a far dialogare tra loro le varie facce della musica contemporanea che si influenzano a vicenda ed escono arricchite da incontri di questo genere? Se lo scopo del gioco era la contaminazione, la serata d’esordio di “Contemporanea” è pienamente riuscita!

Recensione by Susanna

Interpreti:
Lucilla Galeazzi voce
Eleonora Bordonaro voce
Fratelli Mancuso voci e strumenti
Giovanni Di Salvo carrettiere
Fabrizio De Rossi Re pianoforte
Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna direttore
testi inediti di: Roberto Alajmo, Roberto Andò, Andrea Camilleri, Enzo Mancuso

Programma (Prime esecuzioni assolute)
Marco Betta (Sicilia)
Vertitur interea caelum et ruit
oceano nox
Riccardo Vaglini (Toscana)
Due madri
Fabrizio De Rossi Re (Lazio)
Terror vocis due canti popolari agitati e disperati
Ambrogio Sparagna
Pizzichi d’Amore

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