Nov 302007
 

Roma, Piper, 22 Novembre 2007

Sono passati solo due anni o poco più da quando quattro ragazzotti provenienti da Birmingham iniziarono a far parlare di sé con un disco, “The Back Room”, che si inseriva nella corrente della cosiddetta “New Wave of the New Wave”, iniziata qualche anno prima grazie agli Interpol di “Turn On The Bright Lights”, e che oggi normal_IMGP1551 [red].JPGannovera parecchi “big” o pseudo tali (tanto per nominare i migliori, oltre ai newyorkesi, Arcade Fire, The National, …). Oggi gli Editors sono sicuramente da annoverare tra i “big”, e la conferma la si ha la sera di Giovedì 22 Novembre: al Piper è problematico farsi largo tra le innumerevoli persone accorse a vedere il gruppo di Tom Smith, che presenta nello storico locale romano il secondo album, “An End Has A Start”.
Ciò che colpisce subito è la varietà di questa “umanità”: ci sono i ragazzini che FORSE hanno sentito i dischi (gli MP3?…) dei “padri putativi” degli Editors, i Joy Division, e gli ultraquarantenni che ascoltando in tempo reale quei dischi sono cresciuti. Il titolo del loro ultimo album in fondo normal_IMGP1568 [red].JPGha un senso perfetto, in una serata come questa: “una fine ha un inizio”, meglio, un “re-inizio”, al Piper infatti si celebra una specie di “passaggio di consegne” tra due diverse generazioni.
Chi scrive fa parte della generazione cresciuta con gli “originali” (oltre ai Joy Division, i vari Cure, Bauhaus, Echo & The Bunnymen, Psychedelic Furs, ecc.), ed ha visto per la prima volta gli Editors dal vivo quasi due anni fa, al Qube, durante il tour di “The Back Room”. Beh, oggi gli Editors sembrano un altro gruppo: molto, molto, molto più “scafati”, come si dice a Roma! In particolare il loro front-man: Tom Smith non è più il ragazzino timido, quasi impaurito, diligente nel suonare la chitarra e cantare che personalmente ricordo di quella sera al Qube. Ora il Nostro fa dei veri e propri “sketch”, fa le facce “da fumetto”, “arringa” il pubblico, monta sul pianoforte, insomma fa normal_IMGP1572 [red].JPG il “pagliaccio” (nel senso buono del termine), complice anche un’improponibile capigliatura alla Tom Hanks, senza mai perdere però il senso della misura, cioè non esagera,mantenendo in fondo quei modi da “bravo ragazzo” della provincia inglese, che si scopre (quasi per caso) rock star e gioca a ricoprire questo ruolo, rivelando comunque un grande amore per quello che fa.
Personalmente, poi, trovo molto positivo questo atteggiamento, questo prendersi sul serio ma non troppo: è bello sentire e vedere Tom Smith cantare pezzi “seri” con quest’aria spesso e volentieri “scherzosa”. Gli altri ricoprono il proprio ruolo in maniera impeccabile: Chris Urbanowicz è preciso e tagliente con il suo chitarrismo di “Edgiana” memoria, Ed Lay e Russell Leetch danno corpo e vigore al tutto con una sezione ritmica ipnotica e pulsante degna davvero del migliore post-punk (con una lode particolare al bassista, davvero bravo).normal_IMGP1581 [red].jpg
Il concerto in sé per sé va avanti in maniera molto “regolare” e soprattutto veloce: poche pause tra una canzone e l’altra (come dovrebbe essere ad ogni concerto), giusto il tempo per Tom di cambiare chitarra tra un pezzo e l’altro, il tutto in un’ora e un quarto. Qualcuno penserà che sia poco: in fondo però gli Editors hanno alle spalle solo due album, che eseguono quasi per intero con in più un paio di inediti (uno dei quali molto interessante), e poi saggiamente i quattro di Birmingham hanno le idee chiare sulla durata “ideale” di un live…
Considerando inoltre che il caldo dentro il Piper è intollerabile, e che il locale è affollato come il 64 nell’ora di punta, va più che bene così! A rendere perfetta questa serata, poi, l’atto finale: “Fingers In The Factories”… normal_IMGP1589 [red].jpgla loro canzone più bella e rappresentativa (almeno, quella che per me è tale…) gli Editors me/ce la hanno regalata proprio alla fine, come ultimo pezzo: come dire, “la morte sua”!!!
In definitiva, dunque, uno dei migliori concerti del 2007. Forse uno degli ultimi degli Editors in queste “dimensioni”: facile prevedere per loro un futuro, se non proprio “da stadio”, almeno “da palasport.

recensione by Michele Luches

Tutte le foto del concerto

  One Response to “Editors – ascolto”

  1. Bel report belle foto. Avrei voluto esserci. Ah già, c’ero. Mi son permessa di linkare questa sezione del sito. ;-)
    http://www.flickr.com/photos/redbanshee/2058168182/#comment72157603344666257

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