Jun 082011
 

Roma, Auditorium Parco della Musica, Roma, 1 giugno 2011
★★★★☆
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Auditorium Parco della Musica di Roma, la sala Santa Cecilia, tempio della musica classica, oggi è invasa da una marea umana e scura da cui emerge il graffito ancestrale di un uomo stilizzato, vistosamente esibito su magliette o tatuato con fierezza sulla pelle.

I fan hanno quasi totalmente riempito i 2.700 posti per uno degli eventi più attesi dalla scena goth/dark/alternative romana il concerto-spettacolo degli Einstürzende Neubauten, anteprima di MIT – Meet in Town il festival dei nuovi suoni che si svolgerà il 22 e il 23 luglio sempre in Auditorium. Sul palco a fare da curiosa scenografia gli strumenti underground della band: bidoni, tubi, spranghe, lastre metalliche, una ruota dentata, un disco di barattoli rotante…

Ad aprire lo show in condizioni non proprio ideali (luci accese, chiacchiericcio, persone in giro per la sala) l’ottimo musicista e compositore Teho Teardo, David di Donatello per la colonna sonora de “Il Divo”, candidato anche quest’anno per “il Gioiellino”. Teardo è amico e collaboratore di Bargeld, uno dei tanti progetti attivi, paralleli ed italiani del vulcanico Blixa, leader indiscusso della band. Va ricordato l’indimenticabile spettacolo di frontiera “Ingiurie” al teatro Palladium nell’ ottobre del 2009 insieme alla Socìetas Raffaello Sanzio. È un peccato che questo set intrigante ed estraniante di Teardo, fatto di chitarra elettrica laptop e violoncello suonato da Martina Bertoni, sià passato un po’ in sordina, quando avrebbe meritato più attenzione.
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Ma ecco che si spengono le luci e i nostri entrano in scena: un Blixa dell’ultimo periodo, elegante ed in completo scuro, a fare da contrasto a Alexander Hacke in canotta bianca con tatuaggi in bella vista e capelli lunghi scompigliati. Dopo un po’, però, si nota che l’eccentrico cantante è a piedi nudi. Blixa lo amiamo così, da (ex) chitarrista dei Bad Seeds di Nick Cave ad attore, cantante, professore, soprattutto sperimentatore, ogni giorno con un cappello diverso, sempre pronto a mettersi in gioco con la sua voce, il suo ciuffo, le sue smorfie, le sue urla acutissime che fanno venire in mente il celebre quadro di Munch… e naturalmente i suoi completi elegantissimi e personali.

Il concerto inizia in chiave soft con l’ipnotica e dolce The Garden. Il suono degli Einstürzende Neubauten (che in italiano suona come “nuovi edifici che crollano”) si è molto addolcito nel tempo, pionieri del noise rock e dell’industrial europeo negli anni sono andati riscoprendo melodia, forma canzone e lingua inglese, iniziando con l’album Haus Der Lüge, la svolta con il raffinato Silence is Sexy. Tutto il live è piuttosto introspettivo, atmosfere rarefatte lasciano spazio a qualche esplosione rumorista, esempio del loro marchio di fabbrica: il muro di suono-rumore (che tanto ha influenzato Sonic Youth, Nine Inch Nails, Killing Joke e CCCP).

Da sempre precursori, gli EN hanno accettato bene le nuove tecnologie, dalla comunità on-line all’uso degli instant-cd, per non parlare del concetto che tutto è suono, dalla sola voce al compressore sparato su un microfono (molto divertente, questa volta purtroppo mancava) fino al silenzio assoluto, anche la mancanza di rumore è un suono in fondo. Proprio per questo stupisce non aver ascoltato Silence is sexy brano che si basa proprio sul dialogo tra rumore e assenza di rumore, sarebbe stato perfetto per una location come l’Auditorium, scopriamo poi che era anche in scaletta ma è stato saltato…mistero.
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Il live continua con Befindilchkeit des Landes, in una versione più potente e inquietante, Blixa racconta di averla scritta nel 1999 quando la nuova architettura stava cambiando il volto al centro di Berlino riscrivendo in qualche modo la storia, cosa che a lui non piaceva affatto, da qui il lamento ricorrente Mela–Mela-Melancholia.

Si va avanti tra pezzi recenti e incursioni nel passato anche datato, Blixa ama introdurre alcuni brani raccontando aneddoti, date e luoghi. Ci ricorda che Nagorny Karabach è stata scritta per una città dell’Armenia, ci racconta di quando scriveva i pezzi in cucina, oppure in un piccolo studio ad Amburgo, vicino al porto, una specie di cantina al livello del mare, con l’alta marea il rumore dell’acqua si faceva sentire.
La cosa più sensazionale però è vedere la band alle prese con i loro strumenti atipici che producono i suoni più impensati, tubi di tutte le fogge, taniche, secchi, lamiere, spirali, elastici in tensione, fino alla cascata metallica sul palco provocata da N.U. Unruh, o a Blixa che fa suonare un vinile con un bicchiere, prima di infilzarlo con un trapano.

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Solo all’ultimo il cantante si scioglie con qualche parola in italiano, quando tutti i bis vengono seguiti in piedi da mezza platea ammassata sotto il palco, con buona pace degli steward dell’Auditorium. L’interminabile Headcleaner, la circolare Redukt con il suo alternarsi di nenia ed esplosioni, per chiudere con l’incedere riflessivo di Total Eclipse of the Sun.


Dalla fine degli anni settanta ad oggi c’è qualche pancia in più e qualche capello in meno, da sovversivi e nichilisti narratori della società post-industriale che si esibivano nelle periferie delle città, gli EN sono ora più maturi e meno aggressivi e le loro opere entrano anche nei musei, ma l’alchimia nel gruppo c’è ancora (forse anche a progetti paralleli che sono valvole di sfogo) e la loro musica non smette di stupire.

La storia trentennale dei berlinesi Einstürzende Neubauten è la storia di amici adolescenti che hanno iniziato a suonare su scenografie diroccate proprio accanto al Muro, propagandando la distruzione come atto liberatorio, per ritrovarsi dopo decenni a suonare paradossalmente in una “nuova costruzione crollante” come l’Auditorium Parco della Musica.

Live report di Darkentries
Foto by Magister

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  2 Responses to “Einstürzende Neubauten: un banchetto di suoni industriali”

  1. [...] di luglio, non poteva essere coronata da maggior successo. La splendida performance dei berlinesi Einsturzende Neubauten, storico ensemble di matrice Industrial, è stata preceduta dal Live set di Theo Teardo, uno dei [...]

  2. [...] alla quinta edizione e preceduto dalla straordinaria esibizione in giugno degli Einstürzende Neubauten, il Meet in Town, anche a causa della sosta del Dissonanze Festival, conferma il suo status di [...]

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