Aug 312009
 

Ventotene, Giardini del Castello, 16 agosto 2009

★★★½☆

Jenny 01Il modo migliore per iniziare le vacanze è staccare la spina e rilassarsi, magari ascoltando buona musica.
E’ ciò che mi è successo all’arrivo a Ventotene, che ha ospitato lo showcase di presentazione del nuovo album di Jenny Sorrenti. La cantautrice partenopea di origine gallese prosegue il proprio discorso di crossover iniziato quando questo termine nemmeno esisteva: infatti Jenny è attiva sin dagli inizi degli anni settanta, quando ancora ragazzina e seguendo le orme del più celebre fratello Alan intraprese una prestigiosa carriera, dapprima coi Saint Just, vero gruppo di culto di quegli anni col suo mix unico di musica barocca, folk e progressive, per poi proseguire autonomamente nel suo percorso sempre originale e seguito da un ristretto ma fedelissimo pubblico di fan, ammaliati da fisarmoniche, arpe celtiche, mandole, chitarre elettriche, percussioni, legate fra loro dalla purissima voce e dal gusto dell’artista, in continua e costante ricerca tra folklore, musiche medievali, tradizione napoletana e cultura orientale.
L’aria fresca della sera ventotenese sembra particolarmente adatta ad accogliere il quartetto sbarcato sull’isola per presentare questo bellissimo album e festeggiare il recente matrimonio di Jenny con il vulcanico batterista Marcello Vento (nomen omen..). Dopo la presentazione del progetto e l’ascolto di un brano direttamente dal CD, ecco salire sul palco il ‘padrone di casa’, il maestro Piero Viti che a Ventotene ha istituito un progetto di musica per bambini sfociato in un saggio di chitarristi in erba che hanno preceduto il clou della serata; la sua chitarra classica e la sua mandola ben si armonizzano con le atmosfere mediterranee dell’album, arricchito anche dall’utilizzo dell’oud, il liuto arabo. Jenny 03Il concerto si rivela ben presto una festa dedicata alla celebrazione e l’esaltazione dei ‘Fragili’ di coloro cioè che vivono un po’ ai margini, i cosiddetti disadattati, oppure coloro che non vogliono o non possono sostenere i ritmi frenetici imposti dalla cosiddetta modernità. Con l’arrivo sul palco del fisarmonicista Vincenzo Zenobio, l’Orchestrina Malombra è al completo: il suono è potente e compatto, ed al contempo dolce e delicato, ad integrare la splendida voce di Jenny, ancora cristallina ed avvolgente come ai vecchi tempi. Il brano di punta dell’album, riproposto inevitabilmente come bis, è ‘Nessuno è più forte di chi non ha niente da perdere’, caratterizzato dal suono del ‘ventolo’, una sorta di berimbau creato da Marcello Vento, utilizzando un tegamino applicato ad un arco di faggio, percosso con l’archetto ed accompagnato dal calpestio ritmico di lattine e scatolette varie; un brano davvero trascinante e coinvolgente che ben rappresenta la poetica di questa splendida artista, la cui coerenza e integrità artistica meriterebbero maggiore spazio e visibilità nel panorama musicale contemporaneo

Recensione e foto di Fabrizio

Locandina Jenny

  2 Responses to “Jenny Sorrenti: Burattina senza fili”

  1. Grazie per l’articolo!
    …e complimenti per il vostro interessante sito: vivace e competente!
    Saluti dall’Isola.

    Piero Viti

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