ChiSiamo

E’ prima di tutto un sito di trasmissione del sapere... leggi tutto

Crediti

M. Pasquini-Musica per Roma
C. D'aquanno-Teatro Vascello
J. Alzamora-Altamira Events
G. Lo Magro-INIT Club
A.Pipino-DNA Concerti
C. Briziobello-Kick Promotion Agency
A. Crevaroli-Romaeuropa Festival

Contatti

mail_slowcult

Lisa Gerrard

Roma 6.11.2007 – Teatro Ambra Jovinelli

Come un’antica Dea greca del canto, Lisa Gerrard ha offerto una esibizione magnifica, realizzando un concerto di sconfinato splendore.
Accompagnata da un ensemble in cui prevalevano le tastiere, la cantante ha iniziato dai brani più “mainstream”, cioè quelli legati al film “Gladiator” con i quali ha raggiunto la notorietà presso un pubblico non più di nicchia, e precisamente “The Wheat”, “Elysian” e “Now we are free”. Si prosegue poi con i brani tratti dall’ultimo album, “Silver tree”, ma soprattutto con quelli immortali dei “Dead Can Dance”.

750px-Lisa_Gerrard,_The_Forum,_Melbourne,_April_2,_2007.jpg

Il suo canto ora ancestrale, rappresentato nei brani in aramaico ed in sanscrito, come nelle splendide “Yulunga” e “ The Host of Seraphim”, ora ieratico e magniloquente, ha affascinato tutti i presenti al Teatro.
Persino la gestualità dell’interprete, semplice, ma latrice di forte suggestione esoterica, e le sobrie scenografie rappresentate nel palco, dove i colori e le luci cambiavano spesso ma sempre delineando toni tenui ed immagini sognanti, perfettamente in sintonia con gli abiti da lei indossati, contribuivano a creare un notevole amalgama tra suono ed ambiente.
Per due ore la Gerrard ha rapito i presenti con i suoi potenti brani crepuscolari, con i magnifici inni sepolcrali, con le splendide suggestioni etniche, che sembrano davvero provenire dalla notte dei tempi.
Gerrard2.jpg

Durante i bis, fortemente richiesti alla fine del concerto, ha concesso, tra altri brani, tutti magnifici, lo splendido inno “dark” “Sanvean”, dei “Dead Can Dance”, mandando in visibilio il pubblico, pienamente soddisfatto, anche se qualche riserva non è mancata nei commenti all’uscita circa qualche compiacimento “New Age”, alla Enya (ma con ben altra intensità), che in effetti qua e là traspariva.
Ciò nulla toglie alla magica suggestione di canzoni senza tempo, rappresentate da un’interprete che, molto probabilmente, in questo genere non ha rivali al mondo, accompagnate da un ensemble estremamente devota ad essa, di rara efficacia ed intensità drammatica.

Recensione by Marcello

Foto by Damien Wise (damien.wise at gmail.com) Concerto a Melbourne 2007 [Licenza (cc-by-sa-2.0)]

4 comments to Lisa Gerrard

Leave a Reply

 

 

 

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>