Nov 182009
 

Roma, Circolo degli Artisti, 10 novembre 2009

★★★½☆

piano magic-16 [800x600]A vederlo salire sul palco, così goffo, cicciotello, mezzo pelato, più che il leader di una rock band Glen Johnson sembra un personaggio di South Park capitato per caso lassù tra microfoni ed amplificatori. Quando però imbraccia la sua Gibson diavoletto nera (come di nero vestita è tutta la band di 5 elementi) la crisalide lascia il posto alla farfalla che si libra sopra l’attento e sempre folto pubblico del Circolo.
Il nero degli abiti non inganni, le atmosfere non sono eccessivamente dark, anche se innegabili sono i richiami ai maestri Joy Division, con la voce di Glen che di tanto in tanto riporta alla memoria quella dell’inarrivabile Ian Curtis. Il concerto prende subito una piega molto elettrica, grazie al grande contributo di Franck Alba con i suoi puntuali e decisi contrappunti chitarristici e l’ottima ritmica dell’energico Jerome Tchemeyan alla batteria. Glen gigioneggia col pubblico, sa che l’Italia lo ama e che le ovazioni del titolo del loro più recente lavoro qui da noi sono sempre molto frequenti nei confronti delle sue esibizioni live. Giunti al decimo album, Ovations appunto, i Piano Magic confermano la reputazione di band legata agli anni ottanta, ma assolutamente non fossilizzata su quel periodo musicale: il loro coerente percorso ha sempre saputo miscelare l’inquietudine ed il disagio tipico della scena più oscura della new wave con un’energia, una vitalità ed una voglia di sperimentare davvero esemplari e non comuni. Niente di particolarmente innovativo, sia ben chiaro, l’influenza di Cure, Smiths e Depeche Mode è sicuramente forte e a volte dominante, soprattutto in brani come l’iniziale Recovery Position e la successiva The Blue Hour, ma poi ci si imbatte nella gioiosa e liberatoria Love & Music, genuino marchio di fabbrica della band, un vero inno composto quale esaltazione dell’indissolubile connubio di questi due elementi, i soli necessari e sufficienti per una vita accettabile, e l’invito è quello di abbandonarci ad essi, senza preoccuparci troppo di dove la vita ci stia portando.piano magic-4 [800x600] Il concerto prosegue con Incurable, in cui Glen lascia il microfono a Angèle David-Guillou, solitamente impegnata con tastiere mai troppo ingombranti, anzi a volte troppo impercettibili.Il nuovo album è stato impreziosito in un paio di tracce dalla preziosa presenza della voce di Brendan Perry dei Dead Can Dance, che qui vengono omaggiati con una bella e vibrante versione di Advent, prima dei due bis finali entrambi tratti dal recente Ovations.
Ci saremmo aspettati qualche momento più riflessivo e romantico, come spesso accade nella loro discografia, ma evidentemente la dimensione live esalta il lato più energetico del repertorio della band londinese: il pubblico del Circolo sembra condividere la scelta di stasera, le meritate ovazioni finali lo confermano.

Recensione di Fabrizio
Foto di Rosa Paolicelli

Scaletta:

Piano Magic Scaletta 2 101109 004 [800x600]

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