Sep 132007
 

Roma, Chiostro del Bramante, 12 agosto 2007

Gli astronomi sono soliti ricordarci che la notte di San Lorenzo non necessariamente rappresenti il momento esatto nel quale sia possibile vedere con maggiore luminosità l’attività dei corpi celesti, ma che ciò avvenga in un periodo più lungo che abbraccia anche il 10 agosto, data che tradizionalmente viene identificata come ‘la notte delle stelle’.
Una riprova di questa teoria l’abbiamo avuta il 12 agosto scorso assistendo, insieme ad un folto ed entusiasta pubblico, al recital del chitarrista Stefano Mingo al Chiostro del Bramante.Stefano Mingo 1
In questo caso, però, anziché assistere al fenomeno delle stelle cadenti, è stato possibile vedere ad occhio nudo la nascita di una stella, sicuramente non una meteora, ma un solido astro che ha illuminato una bellissima serata ‘Alegria de un Violao’ (Allegria di una Chitarra): una serata dedicata alla musica brasiliana, o sudamericana in genere, nell’ambito della rassegna ‘Mille e una nota’, che quest’anno ha festeggiato la quindicesima edizione.
Dopo anni dedicati con successo e soddisfazioni anche a livello internazionale alla musica classica, Stefano Mingo segna con questo concerto un punto di svolta particolarmente importante se non decisivo. Come ha spiegato al pubblico in fase di presentazione di alcuni brani, da sempre interessato allo studio dell’improvvisazione e considerando per lui troppo limitante la musica scritta su pentagramma, ha proposto oltre ad alcuni autori ormai abituali per i frequentatori del Chiostro, quali Villa-Lobos, Bellinati e ,soprattutto il ‘suo’ Agustìn Barrios, anche alcuni brani di Baden Powell e Garoto, in cui Stefano è riuscito a trovare uno spazio creativo molto più ampio ed un’interpretazione più ariosa e ricca di sentimento.
L’indiscutibile tecnica chitarristica diventa funzionale ad un discorso in cui far emergere la propria personale ed appassionata poetica musicale.
Il caldo pubblico che ha riempito il cortile cinquecentesco alle spalle di Piazza Navona ha potuto apprezzare uno Stefano Mingo diverso, probabilmente mai come oggi a proprio agio con un repertorio in cui il Brasile non viene rappresentato in maniera bozzettistica e ‘da cartolina’, ma ricco di passione e carnalità, come quello espresso nei versi della poetessa brasiliana Marcia Teophilo, candidata al premio Nobel per la letteratura, che ha preceduto il concerto con la lettura di una sua intensa poesia.
Siamo convinti che le scelta stilistica e di repertorio darà a breve i suoi frutti ed auspichiamo la pubblicazione di un album che testimoni il particolare stato di grazia che Mingo sta attraversando, padrone dello strumento e della scena come raramente ci era stato possibile vedere in passato.
Stefano Mingo 2

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