Nov 152009
 

Firenze, Teatro della Pergola ,13 novembre 2009

★★★★½
Wilco 066 [800x600]Dice il saggio, se praticamente la totalità della stampa specializzata di settore da svariati anni incensa i Wilco un motivo ci sarà. Se poi la stessa opinione è suffragata da una serie di lavori in studio sempre come minimo gradevoli, spesso entusiasmanti, allora il sacrificio di fare trecento chilometri per andarli finalmente a sentire ci sta tutto. Il regalo con cui hanno contraccambiato la trasferta è stato strepitoso: due ore e mezzo di concerto, 25 pezzi con doppio bis e pubblico, tanti tanti tanti stranieri, in visibilio.
Capitanati da uno straordinario Jeff Tweedy, John Stirratt (basso), Nels Cline (chitarra e steel), Glenn Kotche (batteria) , Mikael Jorgensen (tastiere e hammond) e Pat Sansone (chitarra , piano e tastiere) hanno impiegato dieci secondi per far intuire il loro karma: niente effetti speciali, niente vestiti sgargianti o atteggiamenti da primadonna . Musica. E basta. Wilco 008 [800x600]La commovente sensazione della serata è che costoro si divertono proprio a suonare, che davanti ci siano venti o ventimila persone per loro non fa differenza. Tweedy, con il suo profilo basso da impiegato di quinto livello, unico vezzo una collezione enorme di chitarre che snocciola cambiandone una per praticamente ciascun pezzo, non interagisce con il pubblico per almeno un’ora, ma nessuno se ne accorge avvolto da una serie fulminante di nuovi e vecchi hits. Dal dolcissimo incipit di Sunken Treasure (del 1996, album Being There), al pop perfetto di Company In My Back (2004) a Bull Black Nova dall’ultimo lavoro, la formula è imparare e digerire i lavori altrui e riproporli rivisitati ed abbelliti sotto forma di canzoni originali. I Wilco sono John Lennon, sono i Sonic Youth, sono gli AC/DC blues, sono Billy Bragg (con cui hanno collaborato), sono pop, sono country, sono folk, sono noise, sono hard e potrei continuare a citare ancora a lungo. Sempre rimanendo, ribadisco, assolutamente originali.Wilco 13nov09 009 [800x600] Per chi ancora non fosse ancora corso ad acquistare almeno gli ultimi tre dischi pubblicati (A ghost is born, Sky blue sky, Wilco the album), rimediate almeno una versione dal vivo di Impossible Germany, stasera particolarmente magica nell’assolo del tarantolato Nels Cline, spettacolo nello spettacolo con i suoi improbabili calzoni saltafosso. Dopo aver fatto cantare Jesus etc. al pubblico ed una veloce discesa dal palco, si passa ai bis, il temporale sonoro di Via Chicago e dieci minuti di Spiders durante i quali il piccolo ed antico teatro dai lampadari di cristallo viene scosso nelle fondamenta. E non è finita, perché regalano un ulteriore bis di cinque pezzi iniziando con un Happy Birthday per il fonico di palco.
Una serata trionfale, quasi epica: un privilegio essere là; ripensandoci ora, esserci stati sembra un sogno.

Recensione e foto di Attilio

Scaletta:
Sunken Treasure
Company in My Back
Bull Black Nova
You Are My Face
I Am Trying to Break Your Heart
One Wing Play
A shot in the arm
Muzzle of Bees
At Least That’s What You Said
At my window sad and lonely
I’ll Fight Play
Impossible Germany
Country Disappeared
Handshake Drugs
Box Full of Letters
Jesus Etc.
Theologians
I’m the Man Who Loves You

Via Chicago
Spiders (Kidsmoke)

Happy birthday\Heavy metal drummer
Hate it Here
Walken Play
Monday
Outtasite (Outtamind)

  One Response to “WILCO (The Concert)”

  1. Che dire… Con un concerto del genere… la recensione non poteva essere da meno, complimenti.
    Praticamente sarei stato altre due ore ad ascoltarli e a distruggermi le mani applaudendo.
    Lo sapevo che non mi avrebbero deluso.

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