Dec 142020
 

Incontriamo il pianista compositore Luca Galù Gabrielli che ha appena fatto uscire un affascinante viaggio sonoro Il suo nuovo lavoro “First Steps” potrebbe facilmente rientrare nella musica pianistica minimale, ma è anche molto altro.
Scopriamo assieme il suo mondo.

Ciao Luca e benvenuto su Slowcult! 

L.G.G: E grazie!

Questi sono i tuoi Primi Passi traducendo il titolo del tuo cd appena uscito. Presumo questo lavoro è la summa delle tue esperienze passate, come siamo arrivati a questo
lavoro?

L.G.G; Beh, tutto è sempre una summa delle esperienze passate, dagli ascolti musicali alle esperienze
della vita. Arrivare a questo lavoro è stato semplicemente un realizzare il sogno che ho sempre
avuto di fare musica o arte in generale. In passato ho pubblicato anche due libri sulla scia della
stessa necessità, oltre ad aver avuto alcune esperienze musicali da ragazzo con tutt’altro strumento (
la chitarra) e tutt’altro stile (il rock). Alla fine è tutta una questione di psiche forse, la mia testa
suona sempre , e da quando ho scoperto che esiste una musica pianistica contemporanea tutt’altro
che classica ho anche capito che le mie semplici note, che mi ronzano sempre in testa, hanno delle
amiche nell’etere. Poi alcune persone vicine che mi hanno spronato hanno fatto il resto.
Pensavo che la mia musica emozionasse soltanto me, invece mi hanno fatto aprire gli occhi sul fatto
che emoziona anche altre persone. Una cose forse difficile da capire un po’ per tutti noi che
facciamo musica . no?

Esce fuori il tuo amore per i suoni minimali, quali sono stati i tuoi ascolti e quali sono, e come sono confluiti in questo lavoro visto che noi musicisti, scrittori, registi ecc veniamo tutti da qualche parte
e siamo la loro summa?

L.G.G: Si, i suoni minimali. Ti dirò, non ho capito mai esattamente come inquadrare la mia musica
fino a quando un amico musicista non me lo ha detto ahahahah!! Credo che la summa del mio stile
esca fuori prevalentemente dal’ascolto di Pink Floyd, Mogwai, Depeche Mode (in giovane età);
guardando alla sponda di musica non di stampo pianistico.
Restando più vicino al mio genere mi illuminano molto (e ispirano) pianisti/musicisti come Yann
Tiersen, Max Richter, Joep Beving, Hans Zimmer. E il compianto Ezio Bosso, per lungo tempo
profeta in terre straniere e solo negli ultimi anni finalmente stimato anche in Italia. E per citare
proprio Ezio Bosso: in realtà non è esattamente vero che noi “creiamo”. Piu precisamente il più
delle volte trasformiamo e rielaboriamo ciò che ci piace . come fosse copiare, ma non esattamente
io personalmente suono e studio molto gli artisti che mi piacciono, e da quel suonare/studiare
immagazzino, poi in una sorta di background rielaboro e infine qualcosa che non funziona nella mia
testa fa il resto ! spesso credo(anzi ne sono convinto) che non sono io a suonare. In realtà mi
considero più un mezzo. È la musica che suona me!!!

Questo lavoro potrebbe essere la colonna sonora di qualche film, bellissimo peraltro il tuo video che accompagna il tuo primo singolo”Cascade” girato da Dario Magnolo

L.G.G.:Si, ci siamo divertiti molto a girare qualcosa di classico con Dario.
In effetti il mio traguardo principale , che spero di raggiungere, è poter entrare nel mondo delle
colonne sonore principalmente. Anche perche in effetti, ad eccezione di una ristretta nicchia di
persone che ricercano musica minimal, il canale principale col quale veicolare questa musica sono
proprio le colonne sonore. Sempre prendendo spunto dagli artisti principali dei quali mi cibo vedi
come Yann Tiersen è stato consacrato al successo planetario grazie a colonne sonore come
“Goodbye Lenin” e il “meraviglioso mondo di Amelie” . quindi aspetto con ansia qualche proposta
dal mondo del cinema, o qualche regista che scavando nelle librerie musicali per sincronizzazione
mi scovi!!

Come hai passato questo anno cosi particolare? Questo cd viene da questo periodo di isolamento forzato? 

L.G.G: Quest’anno? L’ho passato col mio pianoforte! Il disco no, non viene da nulla legato a questo
disgraziato 2020. In realtà porto live questo concept già dal 2019. Anzi, a causa degli eventi di
quest’anno i lavori in studio sono slittati di qualche mese. Come saprai benissimo e meglio di me,
tutto ciò che ci riguarda è stato fermo un bel po’, studi di registrazione compresi . per fortuna
almeno quelli hanno ripreso a lavorare. Ci accontentiamo finche non potremo tornare anche live.

Grazie Luca e buona fortuna con il tuo “First Steps!

L.G.G: E grazie a te!

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