Apr 222009
 

Francesco Garolfi – 1968 Odissea nel Rock (Faier Entertainment)

★★★½☆

garolfi_locanda [640x480].jpgLontano da qualsiasi operazione revival e di sterile celebrazione di un’epoca, ecco arrivare su CD una sincera ed appassionata dichiarazione d’amore per la musica anglosassone del 1968.
L’autore è un giovane bluesman cremonese, Francesco Garolfi, sul quale si sono recentemente accesi i riflettori grazie alla prestigiosa collaborazione con Cristina Donà, la quale, folgorata dall’abilità chitarristica del nostro, lo ha voluto per la registrazione dell’album acustico Piccola Faccia e per la successiva tournèe appena conclusasi.
L’idea di quest’opera nasce dalla collaborazione tra Francesco e Davide Sapienza, giornalista ed esperto musicale, accomunati dall’idea che il 68 narrato in questa Odissea non sia un anno del secolo scorso, bensì una precisa coordinata culturale e musicale attraverso la quale raggiungere e rileggere un particolare momento della nostra storia recente.
L’album, interamente suonato, cantato, arrangiato e prodotto da Garolfi, racchiude alcuni capolavori di quel magico anno, ai quali si accosta con rispetto ma senza timore reverenziale, rileggendoli in chiave acustica, trasformandoli talvolta in qualcosa di profondamente diverso. Come avviene nella splendida versione di Simpathy For The Devil, spogliata di tutta la cornice di danza satanica esaltandone la natura blues, grazie ad un eccelso utilizzo della chitarra lap steel alla Ben Harper. Nel contempo ci troviamo di fronte alla riscoperta di perle nascoste, come in ‘Tears Of Rage’, tratta dai leggendari The Basement Tapes, frutto della collaborazione tra Bob Dylan e The Band.
Proprio alla formazione capeggiata da Robbie Robertson Garolfi ha voluto riservare uno spazio particolare, scegliendo uno dei loro brani più famosi, The Weight, proprio per ricordare un’occasione particolare, quando il chitarrista si è recato a Woodstock ed ha avuto l’opportunità di conoscere il tastierista Garth Hudson, di suonare ed incidere alcuni brani con lui.
L’amore per i Beatles si manifesta attraverso la presenza di ben tre brani tratti dal White Album: la sognante e tenera Dear Prudence, una versione lenta ed avvolgente di Helter Skelter, totalmente sfrondata di tutti gli orpelli che ne fecero il primo brano di hard rock della storia, riuscendo però a mantenerne intatta tutta la sanguinolenta potenza, per finire con While My Guitar Gently Weeps, forse l’episodio meno riuscito di tutta la raccolta.fgarolfi-rosae.jpg
L’omaggio ai Doors, altro gruppo basilare di quegli anni, avviene attraverso Waiting For The Sun, che pur essendo del 1970 ben rappresenta, già dal titolo, il viaggio nel tempo e nello spazio che contraddistingue l’album. Tra gli episodi più riusciti vanno sottolineati i tre brani di Jimi Hendrix (Voodoo Chile Slight Return in maniera particolare), nei quali emerge e si esalta la strabiliante tecnica di Francesco, mai fine a se stessa ma sempre ben calibrata e dosata a regola d’arte. Chiudono la compilation due brani, Ishmael, unico brano originale composto da Garolfi, che evidenzia l’estrazione classica della sua preparazione musicale e la ghost track Also Spracht Zarathustra, omaggio alla colonna sonora di 2001 Odissea nello spazio di Kubrick, altra pietra miliare della cultura espressa da quel formidabile 68.
Un album di classe pura, sincero negli intenti così come nella realizzazione, che costituisce un ponte ideale tra la musica ed il movimento di quegli anni e le nuove generazioni, sorprendentemente attratte ed affascinate da quell’epoca distante anni luce dall’oggi, eppure così vicina allo spirito ed alla voglia di cambiamento che anima da sempre ‘la meglio gioventù’.

Per info: www.francescogarolfi.it
www.odisseanelrock.com

Recensione ed intervista by Fabrizio

Ascolta l’intervista a Francesco Garolfi

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