Feb 062022
 

Traindeville: Canzoni da Viaggio Collection
(The Music Room 2022)
★★★★☆
Front Cover TDVTra le prime uscite discografiche di questo 2022 salutiamo con piacere il “Best of” dei Traindeville, che hanno selezionato e rimasterizzato alcuni brani dai loro primi due album, con l’aggiunta di due inediti. Il CD conferma quanto di buono il duo composto da Ludovica Valori e Paolo Camerini in questi anni: la loro miscela di brani originali, musica tradizionale proveniente dai balcani, dalla cultura rom, da quella Klezmer così come da quella popolare italiana (romana e non solo, confesso di avere un debole per la loro rilettura di un classico come Maremma Amara) risulta sempre efficace, in alcuni casi rafforzata e resa più godibile dalla nuova edizione. Citazione a parte per una vecchia composizione di Ludovica, risalente all’epoca della sua militanza nella Banda Jorona: Roma Città Persa, dedicata all’occupazione della Capitale nel lungo inverno 43-44, resa più solenne e drammaticamente efficace dal rallentamento che hanno scelto di operare.
Un disco importante, un’ulteriore conferma della bontà del repertorio e della scelta artistica del duo, qui affiancato da alcuni preziosi collaboratori come Stefano Saletti, Roberto Magnasciutti, Stefania Placidi ed altri ancora: continuate così!
Abbiamo sottoposto alcune domande a Ludovica e Paolo, per meglio definire le tematiche del disco e le motivazioni di questa pubblicazione: ecco il resoconto di tale approfondimento.
Come nasce l’idea di questa sorta di “Best of” in CD? Segnare un punto fermo nella storia dei Traindeville, lanciare un segnale forte, se vogliamo anche controcorrente, in un momento in cui la discografia tradizionale, usando un eufemismo, langue, o altro?

Semplicemente ci piaceva l’idea di raccogliere in un unico album il percorso dei primi due… aggiungendo due “novità” che finora non avevamo mai stampato: il singolo “Il Cavaliere delle Nuvole”, uscito l’8 settembre 2019 e nato grazie a un testo scritto dalla scrittrice e giornalista Annalisa Venditti, e “Roma città persa” nella nostra versione.
E’ senz’altro vero che la discografia langue ma, nel nostro piccolo, abbiamo esaurito le copie “fisiche” dei nostri primi due album (usciti rispettivamente nel 2015 e nel 2017) e questo è stato un forte incentivo a stampare il “best of”.
Diciamo anche che è un piacere arrivare a un prodotto “concreto” e poterlo tenere tra le mani, portarlo con sé, regalarlo… noi almeno la vediamo così.

Da quale esigenza nasce il processo di rimasterizzazione dei brani (curato sempre da Eugenio Vatta, un nome, una garanzia)?

Be’, la risposta non può che essere semplice e concisa: Eugenio è il migliore. Ci ha seguito con grande attenzione fin dall’inizio e non poteva che essere lui a curare questa nuova edizione.
Chiaramente, avendo registrato e missato i brani in periodi diversi, abbiamo sentito l’esigenza di dare un’omogeneità al suono complessivo dell’album e anche di dare un “plus” per chi già possiede i due album precedenti.

Roma Città Persa, finalmente incisa dai Traindeville, un brano che ha dieci anni ma non li dimostra affatto…

La cosa divertente è che spesso in questi anni abbiamo incontrato persone che pensavano fosse un brano tradizionale: questo pensiamo che sia il miglior complimento che un autore possa ricevere, perché vuol dire che il brano è diventato parte di una cultura popolare, una cosa condivisa da tutti.

(Ludovica) Però la storia della canzone mi farebbe piacere raccontarla per esteso: ho scritto testo e musica intorno al 2012, ricordando il mio incontro con Elvira Sabbatini Paladini, la Direttrice del Museo Storico della Liberazione di Via Tasso a Roma, che era stata staffetta partigiana. Nei suoi racconti mi colpiva l’entusiasmo ancora forte per quegli anni, che erano difficilissimi ma erano anche gli anni della sua gioventù, dei grandi ideali… e del suo amore Arrigo Paladini, che fu prigioniero dai nazifascisti proprio in via Tasso.
Da lì mi è nata l’idea di scrivere un brano che raccontasse questo sentimento: con BandaJorona ne facemmo una versione se vuoi un po’ “combat folk”, con la bellissima partecipazione degli Yo Yo Mundi. Dal vivo poi è stata spesso interpretata da Bianca assieme a Daniele Coccia del Muro del Canto…
Ecco, passati dieci anni da quella prima versione ho sentito che volevo interpretarla con Traindeville dando maggiore risalto all’aspetto drammatico: abbiamo deciso, con la regista Valeria Taccone, di girare il video all’interno del Museo di Via Tasso, perché vorremmo che quel luogo fosse più conosciuto, che la Memoria venisse difesa ogni giorno, non solo il 27 gennaio o il 25 aprile. Per noi doveva essere proprio il Museo il protagonista del videoclip.

Domanda delle cento pistole, qual è il brano che meglio vi rappresenta?

(Ludovica) Quello che ancora dobbiamo scrivere!… (Ride)
E’ difficile scegliere perché ogni brano per noi ha un significato importante: ci sono brani legati alle mie esperienze dopo la guerra nei Balcani, ci sono le canzoni klezmer e yiddish per via delle mie origini, altri brani che abbiamo composto durante i nostri viaggi in India, in Europa, negli USA. Last but not least, ci sono anche canzoni in romanesco per omaggiare le nostre radici… in definitiva è il nostro percorso a rappresentarci, più che un singolo brano.
Vista la recente rielezione, parlateci della vostra esperienza quando il Presidente Mattarella vi ha invitato ad esibirvi al Quirinale

E’ accaduto in occasione della Giornata della Memoria 2020, poco prima che scoppiasse l’emergenza della pandemia… infatti sembra lontanissimo nel tempo! Ovviamente è stato emozionante, il Presidente come sempre ha dimostrato una grande sensibilità sui temi dell’antisemitismo e della necessità di coltivare la Memoria. Francamente non so se i nomi che erano stati proposti per la sua successione avrebbero dimostrato eguale attenzione…

Nell’inevitabile incertezza del momento, avete già qualche data confermata per la presentazione live della nuova uscita?
Sì, probabilmente all’inizio di marzo ma lo annunceremo quando potremo averne la sicurezza… poi sicuramente questa estate ci saranno dei live, magari anche “spontanei”, on the road, chissà!

Una bacchetta magica vi permette di suonare per un live o per una registrazione con il vostro musicista preferito (presente o passato), con chi vorreste farlo?
(Ludovica) Parafrasando De André potrei risponderti che “quello che non ho è quello che non mi manca”… io penso, nella mia vita musicale, di avere avuto molta fortuna: ho potuto collaborare con artisti italiani e stranieri che anzitutto erano belle persone e che mi hanno insegnato molto, questa per me è la cosa più importante. Quindi non esprimo desideri ma preferisco lasciare che sia il destino a sorprendermi con nuovi incontri…
Intervista e recensione di Fabrizio Forno

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