Jan 252016
 

Teatro Vascello (Roma), fino al 20 gennaio; Teatro Metastasio (Prato), 29-30 gennaio; Teatro Elfo Puccini (Milano), 16-28 febbraio

  ★★★☆☆

AnelanteSul palco sono in cinque (oltre ad Antonio Rezza e l’oramai spalla Ivan Bellavista, ci sono Manolo Muoio, Chiara Perrini ed Enzo Di Norscia), ma c’è totale assenza di dialogo.

O meglio, le parole ci sono, ma non vengono comunicate dall’uno all’altro, ma solo a se stessi. Così il matematico si perde tra formule, radici e potenze per parlare esclusivamente la propria dissociazione; il lettore prova a capire cosa l’autore del libro voleva comunicare ma non accetta di essere ridotto al silenzio dall’autore stesso e dunque ascolta esclusivamente se stesso; si culmina in un dialogo a cinque dove ognuno parla senza ascoltare.

L’uomo è spettatore della propria vita, la guarda come se guardasse un monitor, e questo si riflette nella struttura bidimensionale dell’habitat, allestito come, da sempre, da Flavia Mastrella. Non sa se affidarsi a Dio o al culo (Rezza non dà una risposta, ma il tripudio di culi che si vede durante lo spettacolo ce la lascia intuire), e si interroga sull’utilità dei ruoli imposti dalla società, a partire da quelli più immediati, ovvero quello di padre e madre.

 

Rezza è Rezza, e non si discute. Stavolta gioca la carta della “popolosità” del palco, condividendolo con Bellavista, Muoio, Di Norscia e la Perrini. Il meglio però continua a darlo sempre e comunque da solo, in particolare quando parla di psicanalisi e Freud (colui che approfitta del fatto che la gente ad una certa ora ha sonno) e del ruolo della mamma e del papà. Gli altri quattro, sebbene mai muti, contribuiscono più ai significanti dello spettacolo piuttosto che ai significati, quasi come fossero una trasposizione umana di quanto ascoltato nei precedenti spettacoli della coppia Rezza-Mastrella.

Quello che manca è il guizzo di genio, ovvero quei momenti inaspettati e spiazzanti, molto ben inseriti in “Fratto_X”. Di diverso avviso è il grande pubblico, che ha risposto molto bene all’”Anelante”, tant’è vero che al Vascello c’è stato sempre il tutto esaurito (ho avuto difficoltà a trovare i biglietti) e lo spettacolo è stato prolungato per una settimana oltre quanto programmato inizialmente.

Recensione di Andrea Longobardo

 

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