Nov 152012
 

Roma, Auditorium della Conciliazione, 9 novembre 2012

★★★½☆

L’ultima fatica di Batsheva Dance Company, “Sadeh 21”, portata in scena all’Auditorium della Conciliazione a Roma per il Roma Europa Festival, è una splendida coreografia danzata da altrettanto splendidi danzatori, che non riesce però a creare uno splendido spettacolo. Già, perchè la performance nel suo insieme rimane un po’ algida e distante dallo spettatore, probabilmente per la quasi totale assenza di un disegno luci valido, e per una scelta scenografica discutibile di un muro bianco come unico elemento, che raffredda l’atmosfera e rimpicciolisce lo spazio scenico. Muro che per un israeliano ha sicuramente una valenza simbolica tanto che nel finale si assiste al momento più emozionante dello spettacolo quando i danzatori si tuffano e rituffano giù da questo. Una liberazione dunque, da quello spazio vuoto e opprimente al tempo stesso.
Le coreografie di Ohad Naharin, coreografo e direttore artistico di Batsheva Dance Company dal 1990, sono molto buone soprattutto quando muove i diciotto bravissimi danzatori impegnati in diciotto differenti sequenze contemporaneamente. Naharin attraverso la tecnica Gaga da lui inventata, riesce a far vibrare il movimento dentro il corpo dei suoi ballerini invitandoli ad affermare la loro personale cifra creativa. La compagnia grazie anche a questo particolare training ha un ottimo livello, e i ragazzi riescono ad essere intensi o scanzonati a seconda del pezzo che stanno danzando.
Sadeh vuol dire campo e ventuno è il numero di campi o sezioni coreografiche proposte, tra le quali però non si riesce ad intercettare un legame narrativo.
E’ una danza che non riesce a raccontare, ma presenta semplicemente se stessa. Nulla da eccepire, anche se negli ultimi anni quest’arte si è evoluta e si è man mano integrata maggiormente con il teatro; quest’ultimo in “Sadeh 21” è assente.
La colonna sonora di Maxim Waratt raggiunge momenti di grande coinvolgimento e i costumi di Ariel Cohen sono semplici ma cromaticamente molto efficaci.

Recensione di Claudia Pignocchi

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