Apr 192011
 

Roma, Teatro Vascello, 7 – 17 aprile 2011

★★★★☆

La sala studio del Teatro Vascello di Roma dal 7 al 17 aprile si riempie di parole. Parole precise, pignole, impeccabili che si fanno teatro.
Le parole in questione sono di Achille Campanile e quel che Cristina Borgogni, Massimo Fedele e Paolo Lorimer portano in scena è il suo vastissimo repertorio di pezzi scritti per il teatro e non, che l’autore ha creato durante cinquantanni di carriera.
L’idea di Salvo Bitonti e l’ottima interpretazione degli attori dunque poggiano su una certezza: in teatro quando il testo è buono, più della metà dell’opera è fatta!
E mai come in questo caso. E’ stato un piacere assoluto risentire brani conosciutissimi che sono entrati nella nostra cultura condivisa, insieme ad altri meno noti. E nonostante il costume e i gusti della nostra società siano anni luce distanti dai tempi in cui lo scrittore dava vita alle sue opere, la raffinatissima satira dei comportamenti umani si adatta più che mai anche ai tempi nostri.
Di grande rigore la scelta di una performance a metà tra la lettura e la recitazione; solo tre leggii sul palco e null’altro, ma la bravura dei tre interpreti riusciva a far immaginare ad un pubblico meravigliosamente ben disposto, luoghi e situazioni narrate.
Sarebbe bello che spettacoli così semplici ed educativi girassero nei licei, ad insegnare quanto la lingua italiana usata con tale sapienza abbia in sé una forza espressiva eccezionale e a ripulire un lessico che per colpa di tanta televisione spazzatura si è impoverito oltre ogni sopportazione.

Recensione di Claudia Pignocchi

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