Oct 232019
 
Walter Celi: Arriva "Blend"

Un disco è arrivato in redazione questi giorni ed è intitolato BLEND, seconda opera a nome Walter Celi.
Una raccolta di belle canzoni tutta realizzata on the road. Walter Celi ha fatto un lungo tour che ha voluto fissare con suoni e suggestioni.
Un album dove i suoni del pianoforte e di strumentazioni diremo vintage per i giorni di oggi si mischiano perfettamente con sapienti dosi di elettronica.
Walter Celi nasce come batterista e percussionista e infatti si scorge tra le traccie una grande attenzione al groove che impreziosisce il tutto.
Sicuramente il suo mondo sonoro è reso più interessante dal fatto che le radici di Walter Celi sono etiopi e che l’artista ha girato il mondo appunto come batterista arrivando anche in Estremo Oriente oltre che in Usa e Europa.
E

Sep 202019
 
Arriva il terzo lavoro di Antonio Pignatiello

Ce l’aveva promesso tempo fa ed eccolo che torna su Slowcult.
Antonio Pignatiello ci racconta in anteprima il suo nuovo album.
Non conosciamo ancora il titolo, né la data d’uscita ma lo siamo andati a trovare e ci siamo fatti raccontare di cosa parlerà questo nuovo album.
Da un po’ di tempo al lavoro sul questa sua terza opera, Pignatiello si è nuovamente affidato ai suggerimenti del produttore internazionale Taketo Gohara.
Le uniche informazioni in nostro possesso sono che è un disco “registrato in presa diretta”, niente sovraincisioni o trucchi da studio.

Feb 252019
 
Francesco Di Giacomo: La Parte Mancante

Slowcult ha ascoltato per voi “La Parte Mancante” di Francesco Di Giacomo, uscito il 21 febbraio in vinile per Prog Italia. Un lavoro importante e un progetto fortemente voluto dalla moglie Antonella Caspoli e dal pianista Paolo Sentinelli.

Oct 032018
 
NoHayBanda! - NoHayBanda!

Fondendo insieme math, elettronica, funk, progressive, noise e qualche avanzo di jazz, i due hanno creato una formula magica tra le più originali e contemporanee che si possano incontrare in Italia e in tutta Europa.

Nov 162017
 
Full House: The Very Best Of Madness

Insomma, “FULL HOUSE” è un BEST OF e qualcosa in più: le 42 canzoni che hanno fatto dei Madness una delle band inglesi più amate, una sorta di vero e proprio tesoro nazionale britannico.