Feb 212017
 

Amira, di Luca Lepone, con Alaa Arsheed, Alice Attala. Durata 10′ Italia 2016

★★★★½
AmiraIn occasione della Festa del Cinema di Roma, all’interno del Progetto Cinema Senza Frontiere a Piazza Vittorio_MigrArti, viene proiettato “Amira”, di Luca Lepone, uno dei corti vincitori del progetto MigrArti a Venezia, promosso dal MIBACT.
Ha inizio “Amira”, un corto di rara bellezza. Di un amico di un’amica. Le inquadrature nette, perfette, quasi geometriche, ricordano i dipinti di Hopper, gli spazi antononiani, l’architettura del Bauhaus. Tanto grigio. Il grigio di una grande città. Tanto monotono andirivieni. E poi lei, una giovane donna, uno squarcio di sole, di poesia, dove poesia non c’è più. O dove semplicemente non la si sente più. Una pennellata prepotente di giallo/arancio, come la lunga stola che le incornicia il viso e le avvolge parte del corpo. Posa a terra la borsa. Nel grigio. E poi inizia la danza. Delle braccia, degli occhi, la danza di mani che camminano sul volto. È la danza di un tempo lontano. Nessuno sembra accorgersi della sua poesia. Stacco. Luogo indefinito, spazi aperti, quasi desertici. Un uomo corre sulla sua bici. Non pedala semplicemente. Corre. Forse c’è qualcuno ad aspettarlo. Forse una donna. Forse un incontro d’amore. Giunge in una stanza in una casa non più abitata. Siede su un tavolo polveroso e guarda fuori, dall’apertura di un muro vittima di una bomba. Siede e suona. Come se il violino che tiene tra le mani fosse il corpo di una donna. Siede e suona. E lei, da lontano, ascolta. E danza.

recensione di Giusi De Santis

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