“ORION”
Divagazioni tra curiosità , alienazione e disillusione.
Buon viaggio e attenti a non perdervi
Cosi recita una breve nota di accompagno a questo nuovo lavoro del pianista Luca Gabrielli, ma gia’ dalle prime note di “Curiosity” e’ palese l’invito a perdersi in queste affascinanti trame sonore che compongono questo personalissimo album, dove il termine personalissimo rinchiude in se attenzione, curiosità appunto e prendersi del tempo prezioso da dedicare a “Orion”.
Perche’ questa musica richiede tempo, richiede di fermare tutto e di non farsi scivolare addosso le note minimali si, ma cariche di suggestioni. Ogni nota porta con se un odore, un sapore, può portarvi altrove con il solo potere della mente, e in fondo cosa possiamo chiedere di più alla musica vera e sentita? Il suo potere immaginifico risiede nel lasciarsi finalmente andare e a volte non servono molti strumenti, ma serve un tocco leggero, ma profondo, come i tocchi sul pianoforte che Luca Gabrielli imprime.
Il suo secondo album conferma che abbiamo bisogno di queste oasi di pace sonora mentre viviamo vite rumorose e volgari con un bisogno di fermare il tempo e seguire il flusso della propria anima.
Sempre nel nome di Orion, che, oltre ad essere una costellazione, si può anche legare al termine greco (horion, “limite”, “confine”).
L ‘invito e’questo: superare questi limiti e confini abbandonandosi alla Musica.
Articolo di Fabrizio Fontanelli




