Set 202010
 

20 sigarette, regia di Aureliano Amadei. Con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli, Orsetta De Rossi, Alberto Basaluzzo, Edoardo Pesce, Luciano Virgilio, Gisella Burinato, Duccio Camerini, Giovanni Carroni, Vanni Fois, Massimo Popolizio, Nicola Nocella, Rocco Capraro, Silvio Laviano. Durata 94 min. – Italia 2010.
★★★½☆
Una pellicola decisamente interessante quella di Aureliano Amadei, filmmaker, scrittore e attore qui al suo esordio da regista di un lungometraggio con un film che racconta la sua storia personale: quella di uno sbarbatello simpatico e anarchico che il caso ha voluto far trovare a Nassirya proprio nel giorno dell’attentato alla base italiana in Irak. Un destino miracoloso quello di sopravvivere a una strage e avere poi la fortuna di raccontarla, nonostante una caviglia spappolata; chi crede al destino, in effetti, può pensare che il suo compito fosse questo: raccontarcela. Raccontare di un ragazzo senza divisa che si è dichiarato gay per non fare la naia, finito a piangere la morte di ragazzi in mimetica che non è più riuscito a disprezzare. Senza sentimentalismi, senza retorica e senza cambiare le sue idee, l’esperienza di Aureliano gli fornisce una chiave solo umana di lettura del mondo, ed è da questa che nasce la spinta del film, la sua forza. Si ride e si piange, ma il coinvolgimento resta pulito, antiretorico, autentico.
E questo si rispecchia nel modo in cui l’ha girato: la percezione vitale di una camera a spalla necessaria e mai manieristica, una sensazione da pianosequenza ortogonale alla visione del protagonista sul mondo durante i momenti drammatici dell’attentato, la misura precisa del dolore per un bambino iracheno morto appoggiato contro la sua spalla. C’è molta morte, sangue, dolore e schifo in questo film, ma mai fuori dalle righe, con un Vinicio Marchioni estremamente credibile nei panni del protagonista e una Carolina Crescentini molto naturale nella recitazione.
Ed ecco la storia di “20 Sigarette”: Aureliano Amadei nel 2003, a 28 anni, viene invitato da un regista amico di famiglia (Stefano Rolla, poi morto nella strage) a girare un film in Iraq. Nonostante sia un giovane antimilitarista anarchico, decide di cogliere l’occasione; ma il suo viaggio dura giusto il tempo di un pacchetto di sigarette prima di finire in una lunga degenza ospedaliera che lo lascia zoppo e un po’ sordo, ed emotivamente stordito. La scrittura di un lungo e intenso memoir insieme al talentuoso scrittore e sceneggiatore Francesco Trento, co-autore anche di soggetto e sceneggiatura di questo film, diventa libro con Einaudi Stile Libero “Venti sigarette a Nassirya”, e da questo volume il passo al film è stato relativamente breve, consegnandoci un’opera prima realmente pregevole, tanto da strappare al pubblico il più lungo applauso di questa edizione del festival del cinema di Venezia, e da vincere quasi tutto il vincibile della sezione Controcampo Italiano

Recensione di Monica Mazzitelli

  2 Responses to “20 sigarette”

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  2. […] doverosa recensione del film di Aureliano Amadei per slowcult.. […]

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