Gen 232008
 

Io sono Leggenda

Regia di Francis Lawrence con Will Smith, USA 2007

Caccia al cervo a Times Square, New York, anno di grazia 2012. La città è deserta ed abbandonata, così come il resto del pianeta, a causa di un virus che ha apparentemente ucciso tutti gli uomini e li ha trasformati in vampiri; tutti tranne Robert Neville, tenente colonnello immune al virus, che trascorre le sue giornate in cerca di cibo, aggirandosi con il suo cane lupo per le desolate e spettrali strade di Manhattan, affrettandosi a rientrare prima del tramonto nella sua casa-bunker di Washington Square, dove trascorre le nottate assalito da paure e ricordi, ascoltando Bob Marley, rivedendo film e notiziari in DVD e, soprattutto, cercando nel suo laboratorio sotterraneo una cura che debelli il male che tre anni prima ha destinato il genere umano all’estinzione.

La terza trasposizione cinematografica del bellissimo romanzo di Richard Matheson, pubblicato da Fanucci e scritto in piena guerra fredda, ha in comune coi due predecessori (L’ultimo uomo sulla terra del ’64 e 1975:Occhi bianchi sul pianeta terra del ’71) il trasporto della vicenda da un villaggio di pochi abitanti a una metropoli, in questo caso “La Metropoli” per eccellenza.

Se l’impatto visivo è notevole, con l’erba che ricopre l’asfalto di Park Avenue, campi di mais nel Central Park ed il troncone del ponte di Brooklyn, fatto brillare all’epoca della diffusione della malattia nel tentativo di impedirne la diffusione, sicuramente l’ambientazione metropolitana rende la tragedia collettiva predominante rispetto all’orrore del quotidiano che pervade il protagonista del romanzo.

L’orrore quotidiano, che a sua volta diviene quotidianità, vero tema portante del libro, lascia il posto alla missione di alto profilo che il nostro eroe è destinato a portare a termine sulla pellicola.

Le giornate che Neville nel film trascorre, le sue azioni, i suoi studi, ed i suoi esperimenti di laboratorio lo trasformano ben presto in leggenda “pubblica”, mentre nel romanzo l’affermazione che dà il titolo al racconto è il frutto di una consapevolezza individuale e di una convinzione privata e personale.

Un’ultima considerazione sull’interpretazione di Will Smith, che per più di un’ora regge da solo la pellicola sulle sue (muscolosissime) spalle; la sceneggiatura un po’ debole non lo aiuta, ma per fortuna gli effetti speciali e l’ambientazione molto suggestiva gli consentono tutto sommato di cavarsela egregiamente.

Recensione by Fabrizio

  One Response to “Io sono Leggenda”

  1. […] mondo di vampiri, in un città semideserta ma strutturalmente intatta, tema comune al più celebre Io sono leggenda, la catastrofe descritta nel romanzo di McCarthy e ripresa dal film di Hillcoat è la Civiltà […]

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