Mar 192011
 

RANGO, regia di Gore Verbinski con Johnny Depp, Isla Fisher, Bill Nighy, Abigail Breslin, Alfred Molina, Harry Dean Stanton, Ray Winstone, Ned Beatty, Timothy Olyphant.Durata 107 min. USA, 2011

★★★☆☆

Un camaleonte in crisi di identità si trova ad affrontare, assieme ai suoi proprietari umani, un viaggio in auto all’interno del suo terrario. La velleità artistico/recitativa da cui è pervaso, lo vede farsi protagonista di monologhi a metà tra la tragedia e la farsa. Spettatori di queste improbabili performances sono i suoi due coinquilini: i resti di una Barbie e un pesce di plastica. In una modalità in cui realtà e finzione si sovrappongono nella psiche del nostro protagonista, complice l’allevamento in cattività, ecco che avviene l’imprevedibile. L’auto subisce un incidente e il terrario viene sbalzato in mezzo alla strada, andando in frantumi e liberando così il camaleonte nel mondo reale, cioé in pieno deserto.

Il precipitare degli eventi lo porta a doversi barcamenare tra mille pericoli rappresentati dalla strada, dal caldo, ma soprattutto dagli animali predatori. Schivate da solo le prime insidie in modo un pò fortuito, un pò grazie al mix caratteriale di incoscienza e intraprendenza che caratterizzano il piccolo rettile, il caso lo porta ad imbattersi in un villaggio stile far west in piena crisi idrica, abitato da numerosi animali del deserto, vessati da un sindaco ambizioso e spregiudicato e minacciati dalle insidie di un falco predatore. All’interno di un saloon, il nostro protagonista non resiste alla platea spontanea di avventori che gli si para davanti e da il meglio di se recitando la parte di un giustiziere impavido, attribuendosi numerose (immaginarie) esecuzioni e addirittura un nome: Rango!

A questo punto una serie di esilaranti coincidenze fanno sì che la sua storia acquisti sempre più credibilità agli occhi degli abitanti del villaggio ma anche al suo stesso ego di impostore fino a trasformarsi in vero e proprio eroe.

Questo convincente lavoro della premiata ditta Gore Verbinski e Johnny Depp, già testata con la trilogia dei Pirati dei Caraibi, segna l’esordio alla regia nel cinema d’animazione per il primo, che si avvale del suo attore feitccio per la caratterizzazione del camaleonte (in lingua originale anche nel doppiaggio). In una modalità da lui definita “emotion capture” il regista si è avvlso della recitazione “fisica” di protagonisti in carne e ossa, trasferita poi abilmente ai personaggi virtuali. Il tutto ad opera dei digital artists della Industrial Light & Magic di George Lucas che, con questo film, si dimostrano all’altezza dei lavori sfornati dalla fucina della pluripremata Pixar di John Lasseter.

Il risultato è un film di alto spessore, di chiara ispirazione al western, ma non quello epico americano, bensì quello neorealistico alla Sergio Leone, con tanto di caratterizzazioni e citazioni (tra cui anche un’onirica apparizione di Clint Eastwood) che rendono questo film alla portata più degli adulti che dei piccoli ai quali pare invece indirizzato. Quindi, se non avete figli, prendetene uno in prestito (un nipote, il figlio di un amico, ma anche da soli) e correte al cinema per il loro ed il vostro piacere. Lo troverete gremito di “adulti accompagnati” e ne uscirete davvero appagati.

recensione di Claudia Giacinti

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