Apr 162013
 

Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli, 07 Aprile 2013

★★★★☆

Quante volte ci siamo persi per strada Sinead O’Connor? Quante volte abbiamo pensato rivedendo i vari video anni 90 che quell’autrice, quella splendida voce si fosse ormai persa in virate religiose, cambi di religione (ora è rastafariana), twitterate molto particolari, fragili equilibri personali e via discorrendo? Impietose foto descrivevano un declino senza forse via di ritorno per una delle voci d’Irlanda(e non solo) più belle, intense, anche punk (inteso come vorace senza compromessi alcuno). Poi ecco un ottimo cd di ritorno sulle scene come “How About I Be Me (And You Be You)?” e un tour “The crazy baldhead tour 2013” che di pazzo ha appunto un grande ritorno in gran forma sui palchi. Riprova è la data romana all’Auditorium Parco della Musica, seconda e ultima data italiana dopo Venezia alla Fenice.
Affiancata da una solida band con il tastierista Graham Henderson, i chitarristi Robert McIntosh (elettrica) e Brooke Supple (acustica), John Reynolds alla batteria e Clare Kenny al basso Sinead ci delizia con una bellissima scaletta, sapiente mix di oldies but goldies e di nuovi brani che non sfigurano affatto con il meglio del suo repertorio.
Sinead è sempre al centro del palco, molto dimagrita, con il suo vestito da prete con una grande croce e i suoi piedi scalzi su 2 tappeti (Sinead ora è Suor Bernadette-Marie, ordinata dalla chiesa indipendente Latin Tridentine, chiesa non riconosciuta dal Vaticano). Una suora però che imbraccia la chitarra elettrica e che declama le prime frasi del concerto: una summa del suo percorso umano e artistico (percorsi sempre strettamente intrecciati tra loro): “I wanted to change the world/But I could not even change my underwear/And when the shit got really really out of hand/I had it all the way up to my hairline”. La cover di John Grant di “Queen of Denmark” setta subito il tono della serata, il singolo “4th and vine, “Reason with me”, “Take off your shoes” sono un gran bel sentire e “Jackie” ci riporta alla Sinead del primo indimenticabile album quello che impose la cantautrice calva con i doc martens in tutto il globo ovvero “The lion and the cobra”. Non sembrano affatto esser passati più di 20 anni, il tempo si annulla, Sinead graffia come allora, e più ci lasciamo andare al suo sound più preghiamo e ci auguriamo che questa volta si fa sul serio. “3 babes” ci culla come allora e per ” I am stretched on your grave” Sinead è sola sul palco in una fantastica versione a cappella che ammalia il pubblico completamente catturato da questa storia d’amore assoluta. “Sarei felice se cantaste questa con me” ci dice Sinead, (molto parca di parole, al massimo qualche “Thank you” alla fine dei brani, spesso detto come se fosse una cantante di death metal) e “Nothing Compares 2 u” di Prince commuove la sala, una splendida versione davvero che come ho detto prima e lo ribadisco abbatte il muro del tempo. A tutte le ladies è dedicata la bellissima “The healing room” dal bel cd “Faith and Courage” e via via ecco “Thank you for hearing me”, e “In this heart” emozionante cantata a 3 voci femminili con Clare e Brooke che via via si inseriscono con un finale a voci anche maschili. “Fire on Babylon” è letteralmente devastante e ” The Emperor’s new clothes” è un altro di quei brani storici che ci fanno riamare Sinead come ai primi tempi. “The last day of our acquiantance”, sempre sublime, chiude lo show prima del rientro sul palco della sola Sinead e del tastierista Graham per “V.i.p.” vibrante con una Sinead padrona. Un salmo imparato da dei monaci irlandesi è invece la sua buonanotte…un concerto che non vorremmo mai fosse durato cosi poco, ma che ci restituisce una grande figura del rock mondiale che sa scuotere le anime e cullare i nostri sogni come ben poche figure nel panorama culturale odierno. Mi raccomando Sinead eh?

A calce un consiglio: Il fratello di Sinead è Joseph O’Connor, scrittore, provate qualche suo titolo e non ve ne pentirete affatto….

Setlist

Queen of Denmark
4th and Vine
Reason with me
Jackie
Take off your shoes
3 Babes
I am stretched on your grave
Nothing compares 2 U
The Healing Room
The wolf is getting married
Thank you for hearing me
In this heart
Fire on Babylon
The Emperor’s new clothes
Last day of our aquiantance
V.i.p.
Before we end our day

Recensione di Fabrizio Fontanelli

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