Dic 052007
 

Fonderia delle Arti, via Assisi 31 Roma
fino al 9 Dicembre

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Questa recensione (tardiva.…e meditata) merita una “passione” particolare; è il mio sentito omaggio agli attori di “Dignità autonome di Prostituzione”, per tutte le emozioni che sanno trasmettere.
Detto ciò…..
Chi dice che la vita dello spettatore è passiva e statica?
Ricordiamoci di ciò che scriveva Pasolini riguado il teatro e la risposta verrà da se. E cito il buon Pier Paolo non a caso. Solo se verrete intervistati nel durante dello spettacolo capirete il perché, naturalmente!
“Dignità Autonome di Prostituzione” è un meccanismo perfetto di interazioni tra casualità e scelta, tra idea personale di arte e Arte…..insomma un mix pregiato che vi invito a non lasciarvi scappare.
Senza scendere troppo nei particolari, come promesso al regista e coautore (insieme a Elisabetta Cianchini), Luciano Melchionna, vado ad introdurre le regole del gioco di questo spettacolo di cui si è pubblico e artefice nello stesso tempo. L’ambientazione è una sorta di atrio di un “Bordello” senza tempo, arrangiato in alcuni ambienti della Fonderia della Arti; lungo un corridoio centrale si aprono piccole stanzette dove lavorano le “prostitute”, per così dire. Alla cassa sarete sommersi da un allegria inibente, che forse vi sconvolgerà all’inizio, perché vi viene richiesta una partecipazione attiva ed emotiva intensissima. Il Biglietto di base è di 10 euro e ciò prevede la consegna di 4 biglietti, ciascuno dei quali equivale ad una unità di pagamento. Sarete accolti da una baraonda di personaggi gestori della “casa chiusa” che vi introdurranno nel loro mondo. Tutti i personaggi girano intorno a voi, camminano, vi chiamano, vi adescano, vi cercano e vogliono catturare la vostra attenzione, per farsi scegliere. Una volta deciso chi è il vostro “prescelto”, e contrattato il prezzo, sarete condotti in altri ambienti dove avverrà l’esecuzione del monologo dell’attore, inerente al suo personaggio. Ogni esibizione avviene, mediamente, per piccoli gruppi di persone, per una durata di 10 minuti circa. Una volta terminato potrete ritornare nell’atrio e scegliere un’ altro personaggio.
E questa è la teoria..
In pratica , vi ci vorranno quei 20 minuti per capire cosa dovete fare, gestire il fatto che siete dentro uno spettacolo e al centro delle attenzioni di attori (eccellenti!), che vi inondano di “Imput” ai quali non siete abituati. Passata questa fase di stordimento (piacevole), il gioco vi prenderà, vi stancherà tanto dall’impegno mentale ed emotivo e vi riempirà di curiosità, così tanto che non potrete non comprare un altro pacchetto di biglietti; perché con i 4 di base, sappiatelo, riuscirete a vedete solo un paio di personaggi.
Sono molti..….tanti…troppi per una sola serata e sarebbe un vero peccato perdere le sublimi esibizioni di qualcuno di loro. Personalmente sono riuscita a godere di nove esibizioni spendendo, con gioia e appagamento, una ventina di euro. Lasciatevi corteggiare, stupire e stordire come capita e magari “fatevi scegliere” da loro, mentre vi osservano, vi tirano in ballo e vi rendono parte integrale del monologo. La scelta dei singoli e l’insieme delle individualità è la chiave di lettura più interessante dell’opera, che vi farà discutere di tanti temi, dal cercare di individuare la provenienza dei monologhi, fino al rendersi conto di quanto non siamo più abituati a scegliere attivamente.
Fermo restando che chiunque preferirete vi stupirà, io vi vorrei consigliare due personaggi in particolare tra quelli che ho visto; scegliete, se è presente, un tizio vestito da soldato con la mimetica e gli anfibi e il volto incrucciato, è “Il Soldato” alias Pietro Pace …..l’altro personaggio, assolutamente imperdibile è una improbabile vecchina siciliana vestita di nero con la barba, scialle e guanti a mezze dita inclusi. Vi assicuro che poche performance, in vita, mia mi hanno lasciato senza fiato come questa di Franco Mirabella e mai avrei pensato che una “innocente” poesia potesse scatenare cosi tanto per bocca di un attore.
Forse non avrò rispettato la promessa fatta a Luciano Melchionna sul non svelare troppo, ma se ho esagerato è solo per amore dell’ Arte e delle emozioni autentiche. Andateci!
Biglietto di Base 10 euro
Info su www.fonderiadellearti.com
www.myspace.com/dignitaautonome

Recensione by Simona Moscadelli

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