Mar 252009
 

Regia di Darren Aronofsky con Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Mark Margolis, Todd Barry. Durata: 105 min. – Usa/Francia, 2008

★★★☆☆


Il cinema indipendente Americano torna grande, occupandosi del tema dei Beautiful Losers, ad esso particolarmente caro, con questo The Wrestler, grande e dolente film, già vincitore del Leone d’oro alla mostra del Cinema di Venezia 2008. La pellicola si colloca, sia pure con minor valore, sulla scia delle grandi opere di Sam Peckinpah come il magnifico Pat Garret & Billy The Kid o l’immenso Il Mucchio Selvaggio, che raccontano ed esaltano l’universo dei perdenti, o di Stuart Rosenberg, che con il mitico Nick mano fredda, interpretato da un intenso Paul Newman celebrava il mito del ribelle senza causa, sulla scia dell’inquieta icona James Dean, interprete leggendario di Gioventù bruciata di Nicholas Ray, drammatico manifesto della generazione degli anni cinquanta.
Il film racconta la parabola di Randy–The Ram–Robinson (Mickey Rourke), sin dagli anni 80 re del wrestling , quella sorta di non sport molto faticoso per i lottatori, nonostante gli incontri siano truccati e le botte per lo più finte. Ora egli è più vecchio e comincia ad essere stanco ed a perdere colpi e si vede addirittura costretto a subire un intervento a seguito di una grave crisi cardiaca. Decide pertanto di cambiare vita, anche grazie all’incontro con una bella ed appassionata lap dancer (Marisa Tomei, bravissima), entra a lavorare in un supermercato che presto abbandona ritrovando la sua vena ribelle che esplode letteralmente, ed il richiamo del ring, che determinerà l’incontro con il suo destino, diviene irresistibile.
L’opera è intensa, elegiaca in certi momenti; epico il discorso finale di Randy, che offre una dichiarazione d’amore al proprio pubblico che fa venire la pelle d’oca.
L’interpretazione di Mickey Rourke è immensa: egli ha l’aspetto sfatto e trasandato di un vero freak dalla lunga criniera appassionato dei Guns N’Roses e la sua performance è talmente vera da risultare intensa e commovente; i suoi infelici tentativi di recuperare la figlia abbandonata (la brava Evan Rachel Wood) refrattaria agli incontri sono animati da dialoghi di grande efficacia.
L’attore, già boxeur nella vita, ritorna ai fasti di vent’anni fa ed il suo ritratto di un uomo sconfitto dalla vita, eppure orgoglioso, spinto dalla passione al punto da sfidare la morte, risulta indimenticabile. L’epica canzone di Bruce Springsteen che dà il nome al film chiude degnamente i titoli di coda di un film vitale, ruvido, ma imperfetto, che sembra provenire dagli anni settanta e che possiede nel complesso un taglio eminentemente documentaristico, soprattutto nella descrizione dei sordidi ambienti del wrestling in uno spettrale ed asfittico New Jersey.

Recensione by Dark Rider

  One Response to “The wrestler”

  1. [...] al punto di partenza. Questo allucinatorio film di Darren Aronofsky, già autore del bellissimo “The Wrestler” vincitore di Venezia Cinema 2008, ha consacrato la maturità artistica di Natalie Portman, che [...]

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