Ott 132011
 

This is England, regia di Shane Meadows con Thomas Turgoose, Stephen Graham, Jo Hartley, Andrew Shim, Vicky McClure. Durata 101 minuti. Gran Bretagna 2006

★★★½☆

E’ storia inglese perchè si svolge nell’era di Margaret Thatcher, nel luglio del 1983, un anno dopo la fine della guerra lampo nelle Falklands. E’ anche storia italiana perché “This is England” ha vinto il premio come miglior film al Festival del Cinema di Roma nel 2006 ed è stato distribuito cinque anni dopo. E’ storia inglese perché ha generato uno spin-off per Channel Four, un seguito ideale in quattro parti “This is England ‘86”, gli stessi ragazzi tre anni dopo. E’ storia italiana perché c’è la musica di Ludovico Einaudi che accompagna con amore e melanconia le sequenze del film con “Ritornare” e “Dietro Casa”.
Shaun è un ragazzo dodicenne che vive la solitudine di un’ipotetica città industriale del Nord dell’Inghilterra, con il mare ad accogliere il suo dolore per avere perso il padre nella guerra delle Falklands, ragazzo coraggioso che mantiene il punto verbalmente quando viene preso in giro per i suoi pantaloni a zampa d’elefante ma che viene alla mani per una battuta pesante e fuori luogo su suo padre. Shaun nel suo peregrinare in cerca di qualcosa o qualcuno che riesca a riempire quel suo grande vuoto, incontra un gruppetto di Skinhead più grandi di lui, con a capo Woody che lo prende a ben volere e lo fa partecipare alle loro giornate, vuote di lavoro e di studio, piene di invenzioni per passare il tempo, dove la rabbia si sfoga solamente con case ed oggetti abbandonati. Impariamo a conoscere le sfumature di questo complesso movimento giovanile che noi spesso associamo esclusivamente alla folla violenza degli Hooligan e dei Naziskin. La formazione di Shaun avrà modo di avere a che fare con questo tipo di violenza a causa di Combo, lo Skinhead appena uscito di prigione, pieno di rancore per la sua vita priva di affetti familiari e per un sentimento non corrisposto, che aveva irretito Shaun ed un altro paio di Skin del gruppo con i suoi discorsi nazionalisti e razzisti. E’ Combo che invocherà “This is England” affermando la supremazia della Nazione e della Razza. Questa è l’Inghilterra per una parte del sottoproletariato ma anche per il Primo Ministro Margaret Thatcher che non ha mai avuto tentennamenti nell’usare la forza contro chi scioperava, chi protestava contro la sua politica. Questa è la vita che Shaun impara a rifiutare, rinnovando il dolore che lo portava a peregrinare solitario in riva al mare, un dolore con più consapevolezze, che lo ha aiutato a trovare il proprio percorso di futuro uomo con un fiero sguardo in macchina nell’inquadratura finale, un bell’omaggio a Truffaut ed al suo Antoine Doinel de “I Quattrocento Colpi”.

Recensione di Ingrid

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