Nov 162021
 

Claudio Orlandi: Il mare a Pietralata (Tic edizioni)

Incontriamo Claudio Orlandi voce dei Pane, band romana attiva sin dagli anni 90. Un gruppo che nel corso degli anni ha saputo IMG_5865creare una miscela molto affascinante di folk, musica con accenti progressivi, teatro canzone e poesia in musica, ritagliandosi uno spazio peculiare nella scena musicale italiana. Quando ascolti i Pane non puoi non prestare molta attenzione ai testi, grazie alle interpretazioni vocali di Claudio che ora ci regala anche un libro di poesie chiamato “Il mare a Pietralata”, uscito per Tic edizioni con una splendida copertina di Leonardo Crudi. Ed è di questo libro, e non solo, che intendiamo parlare proprio con l’autore:

Ciao Claudio e Benevenuto! Uno dei primi testi della raccolta è titolato “Perché dovrei scrivere?”
Parto da qui. Tutti noi che giochiamo con le parole ci saremo fatti almeno una volta questa domanda: quale è la spinta, quale è il desiderio bruciante che ci porta a imprimere parole su un foglio bianco… quale è il tuo primo ricordo?

Ciao Slowcult, Per ordinare “Il mare a Pietralata” ho ripreso in mano le tante cose scritte. Nel farlo, mi sono proprio chiesto il perché un tempo avessi iniziato a scrivere; quale il primo impulso alla scrittura nell’adolescente quale ero. In verità, nonostante gli sforzi non sono riuscito a darmi una risposta precisa. Ricordo che a scuola mi avevano molto colpito le poesie di Leopardi e di Foscolo, tanto da copiarne su un quadernino quelle che più mi piacevano. Probabilmente in quei momenti ho iniziato a relazionarmi con la forma scritta che mi ha affascinato senza che io me ne rendessi conto. Ma non saprei dire oggi perché iniziai a scrivere miei testi, lo feci e basta, come si fa da ragazzi, e non ho mai più smesso. Chissà, forse un giorno questa domanda avrà una risposta ben precisa.

Responsabilità. Questo sentimento è molto importante quando ci rivolgiamo a un pubblico che ci segue e ascolta. Fare cose al momento giusto. Questa raccolta che periodo racchiude della tua vita?

Come riporta il sottotitolo del libro si tratta nel complesso di testi scritti dal 1990 al 2020. Tre decadi nelle quali si è svolta la mia formazione ed evoluzione, personale e culturale. Inizialmente avevo intenzione di inserire anche alcuni primissimi testi, della seconda metà degli anni 80, ma per criteri di equilibro alla fine ho preferito non includerli. Per comodità ho preferito dividere il libro in due parti: la prima contiene testi poetici inediti; la seconda è formata invece dai testi delle canzoni Pane, edite e inedite. In questi anni avevo già realizzato delle antologie di testi, ma non ero mai riuscito ad arrivare alla pubblicazione perché i dubbi era troppo più forti. Ora sento che un grande ciclo della mia vita si è compiuto e questa raccolta ne è testimonianza.

Hai in progetto di pubblicare nuove poesie e qual è il tuo rapporto con il mondo poetico contemporaneo?

Sinceramente da quando ho pubblicato il libro ho messo mano a foglio e penna pochissime volte. Al momento quindi non ho un nuovo progetto di scrittura; anche se ogni tanto una lumina si accende in testa per eventuali nuove visioni… Staremo a vedere.
Rispetto alla poesia contemporanea, mi ritengo un attento lettore osservatore. Mi piace, anche mi diverte capire come le persone che vivono il mio stesso tempo si relazionino ad esso, quali figure poetiche genera in loro, quali i temi che li appassionano e con quali stili ritengono sia possibile esprimersi. Mi interessa molto osservare gli stili delle diverse correnti poetiche, e quali forme poetiche vengono usate per dirsi degnamente contemporanee, e perché. Mi piace molto la poesia di ricerca, ma anche le forme più classiche, quelle che vengono definite di scuola lirica. E’ un mondo complesso – non privo di crepe – nel quale mi diverte relazionarmi in quanto lettore.

Quale è il tuo rapporto con Pietralata? Raccontaci la tua relazione con questo quartiere di Roma sulla Tiburtina. Ho notato che un processo di gentrificazione si è sviluppato anche lì, sebbene in maniera minore rispetto ad altri quartieri di Roma Est, diventati nel tempo, da posti con ex baracche, a quartieri di movida con conseguente stravolgimento del territorio

Vivo a Pietralata da quando sono nato e ho visto l’evoluzione del quartiere, della sua gente, dei modi di vivere. In estrema sintesi posso dire di amarlo. Ho un forte legame con la natura e amo vivere nel verde a contatto con la vegetazione. Pietralata in questo è stato un luogo ideale con i suoi ampi spazi, e la vegetazione rigogliosa. Purtroppo, nel tempo, come è accaduto a tanti altri luoghi della città gli spazi verdi sono stati aggrediti dal cemento, e si è andato formando quello che personalmente chiamo “il sacco di Pietralata”. Oggi, rispetto alla mia infanzia e adolescenza sono rimasti pochi spazi verdi, e anche quelli a breve saranno sostituiti da costruzioni. Si chiama consumo di suolo, che ci porta via pezzi importanti di equilibrio mentale e fisico. È assurdo, ma al momento Pietralata, che era disseminata di prati, non ha nemmeno un parco di decenti dimensioni per i suoi abitanti, e all’orizzonte non mi sembra ci siano politiche ambientali in grado di donare al quartiere un parco pubblico, degno di questo nome. Ormai anche una minuta lingua di verde salvata dalla cementificazione viene chiamato parco, è incredibile. Ecco, io sento in modo molto forte questa aggressione al territorio, vivendola come un attacco alla mia/nostra qualità di vita. Purtroppo risulta sempre più difficile difendere i nostri territori, la nostra aria da questa aggressione. Molte persone hanno perso (o forse non hanno mai avuto) la consapevolezza dei proprio diritti ambientali, quegli stessi diritti che un ambiente urbano virtuoso dovrebbe offrire e garantire agli abitanti. A livello politico mondiale si fa un gran parlare di Politiche ambientali, tutto è diventato Green, ma nello stesso tempo il vero verde sparisce lasciando spazio agli slogan commerciali. E’ il territorio che viviamo a dirci come stanno le cose, al di là dei proclami. Basta osservarlo e ascoltarlo. Tutti noi dovremmo impegnarci per difendere gli spazi verdi a noi vicini. Nessun’altro lo farà al posto nostro.

Mi piace molto Radio Pomona, sezione di letture poetiche sul tuo canale Youtube. Parlare di poesia sul tubo, un’isola felice. Com’è nata e come pensi si possa sviluppare?

Radio Pomona è nata nel periodo del primo confinamento, quando veramente eravamo costretti quasi tutti a casa. Ho pensato che avrei dovuto impegnare il mio tempo con i libri, e con la poesia in particolare. A dire il vero, a parte l’utilizzo classico, non avevo grande dimestichezza con i video, e con il mondo di youtube. Così è stato anche divertente fare le prime videoletture. Con il passare dei giorni ho preso sempre più confidenza e, anche grazie alla collaborazione di un amico, abbiamo creato a mio parere alcune belle composizioni di testo, voce, musica e video. Ci sono playlist dedicate ad alcuni autori che amo particolarmente come Luigi Di Ruscio, Amelia Rosselli, Victor Cavallo, James Douglas Morrison e Carlo Bordini, di cui porterò con me sempre il ricordo più profondo.
Per ora Radio Pomona resta uno spazio con il quale mi diverto a promuovere letture e qualche altro video amatoriale che, per vari motivi, mi piace mostrare. In realtà mi piacerebbe diventasse un luogo per dare spazio alle voci e ai testi della poesia contemporanea italiana, ma mi rendo conto che non è facile realizzare certe cose.

Come procede il lavoro con Pane, avete in programma nuove uscite discografiche?

Abbiamo diversi pezzi in fase di arrangiamento finale, quasi pronti per essere registrati e andare così a comporre il nuovo disco. Se non ci fosse stato tutto questo immenso problema l’avremmo già pubblicato. Ora stiamo cercando di recuperare il ritmo giusto per riprendere le prove, imprescindibile per ogni nostra iniziativa. Tramite le prove infatti troviamo i nostri equilibri e le idee per dare la giusta forma ai brani, così che una volta in studio tutto è più o meno stabilito. Recentemente, sempre per rimanere in tema del libro, abbiamo pubblicato sul canale youtube Pane un nuovo singolo che trae spunto da un testo della tradizione popolare di Pietralata, e si chiama infatti “Pietralata s’è allagata”. Invito ad ascoltarla, un omaggio al quartiere ma anche ad una certa modalità della canzone popolare romana. Un po’ distante dal Pane consueto, ma non meno espressivo

Dove trovare “Il mare a Pietralata”?

Il libro è ordinabile in tutte le librerie e nelle comuni piattaforme di distribuzione online. A Roma si può trovare sicuramente presso la libreria Tic di Via Agostino Bertani, 9 (Trastevere); Libreria Minerva Piazza Fiume, 57; Libreria Tomo Via degli Etruschi, 4 (San Lorenzo); Libreria Altroquando Via del Governo Vecchio, 82; Libreria Rinascita2.0 Via Dignano d’Istria, 41 (Villa Gordiani). A Pietralata rivolgersi alle edicole.

Grazie Claudio del tuo tempo!

Grazie a voi!

Ascolta Radio Ponoma”

Ascolta “Pietralata s’è allagata”

Intervista di Fabrizio Fontanelli

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