Giu 102014
 

 

Barbara Eramo: Emily – Cat n’ Mouse Factory, dist. Goodfellas 2014

★★★★☆

DSC_0603 [800x600]Con un tempo di elaborazione particolarmente lungo anche rapportato alle consuetudini ‘slow’ del nostro sito, eccomi affrontare questo album, così nuovo ma al contempo così radicato negli anni settanta da richiedere per l’appunto più e più ascolti per poterne eviscerare caratteristiche, aspetti e qualità, proprio come avveniva all’ascolto di un nuovo LP che usciva in quegli anni e che necessitava di ripetuti passaggi prima di poterlo assimilare e comprendere pienamente.

Per dirla tutta, se dovessi assecondare fino in fondo tale modalità di assimilazione dei brani, questa recensione dovrebbe uscire tra qualche settimana ancora, visto che ad ogni ascolto mi rivela aspetti e sfaccettature nuove che invogliano ad ulteriori approfondimenti ed esplorazioni.

Gli ascolti sono comunque stati ripetuti e più che sufficienti ad un giudizio ponderato ed articolato, senza aspettare ancora una decantazione definitiva.

Anni settanta, si dìceva, sia nell’idea di un “concept album”, tema così ricorrente nelle pubblicazioni di quel decennio, sia e soprattutto nelle atmosfere e nelle sonorità che permeano questo lavoro, dedicato, ispirato ed avvolto dalla poesia di Emily Dickinson. Autoprodotto dalla stessa Eramo con Stefano Saletti e con il contributo di fund rising attraverso musicraiser.com, recentemente presentato al pubblico all’Auditorium Parco della Musica, l’album si apre con “It was love“, energica ed acida, con una punta pop che non guasta e potrebbe favorirne una diffusione in FM, nonchè ottimo biglietto di presentazione dell’opera, seguita nel live set da un paio di brani più pacati ma non per questo meno immaginifici e oserei dire ‘lisergici’ in cui Kate Bush incontra Mara Redighieri degli Ustmamò e le atmosfere si fanno più rarefatte ed oniriche.

Altri riferimenti agli anni settanta possono essere rilevati nei due brani quasi consecutivi composti con tempi dispari, quasi in stile progressive, “Winds Paralized in Gold”, ed “Il volo del Bobolink”, inframenzzata dalle atmosfere un po’ jazzy di “I Cannot Dance”, o della suggestiva “Autumn”che esaltano le doti vocali di Barbara che però si fa preferire quando esplora territori più oscuri ed inquieti, più adatti al suo stile ed a quello della sua musa ispiratrice del New England.
L’esibizione live ha poi presentato “Starfish Sky”, dal precedente album In Trasparenza, che, seppur risalente ormai a 5 anni fa, ben si integra col resto della repertorio. Scaletta e tracklist seguono più o meno lo stesso ordine ed i successivi brani alternano Inglese ed Italiano, così come atmosfere più eteree a brani più psichedelici come “I’m wife”; DSC_0559 [800x600]l’album ed il concerto di presentazione si chiudono con sonorità che richiamano il brano d’apertura, con il pezzo più convincente e più trascinante, ovvero “Rave til the day”, vera scarica di adrenalina ed energia, che dal vivo esalta l’ottimo ensamble riunito per l’occasione ma non presente sul disco; va infatti ricordato che il disco vede coprotagonista l’infaticabile Stefano Saletti, ovvero “the Dark Side of Emily”, secondo la definizione di Barbara, il quale, riposti momentaneamente bouzuki e oud, si alterna alla maggior parte degli strumenti con una perizia, un’abilità ed una capacità di arrangiamento davvero unici e pregevoli, rivelandosi davvero l’alter ego creativo di questo progetto. Un’ultima annotazione per la scelta del bis, ovvero la riscoperta di “First Picture of You”, dei mai dimenticati Lotus Eaters, un brano che, pur essendo del 1982, sembra fatto apposta per questo live e che ci dimostra una volta in più la versatilità e l’abilità vocale di Barbara Eramo, perla rara del panorama musicale italiano, che dimostra con questo lavoro una raggiunta maturità artistica anche al di fuori degli ambiti world della Piccola Banda Ikona.

 

Recensione e foto di Fabrizio Forno

Scaletta:

scaletta Emily1 (2) [800x600]

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