Ago 082007
 

Ero Purissima di e con Eleonora Danco, Teatro India di Roma, 10/06/2007

“Foglie. Un giardino pubblico ai margini di una grande città. La scena è popolata da quattro protagonisti. Un tossicomane di trentotto anni, suo padre alcolizzato, un giovane cocainomane nullafacente, la sua fidanzata aspirante star. Tutti aspettano qualcosa. I personaggi pur comunicando tra loro non si toccheranno e guarderanno mai. Isolati alle loro panchine come al loro destino, ritagliati in una realtà senza elementi.”
Questa l’intro di “Ero Purissima” scritta della stessa autrice. Quello che emerge in realtà è la pochezza della struttura (volutamente non) narrativa e soprattutto la convenzionalità della messa in scena, che riesce a sorprendere solamente uno spettatore che non è avvezzo ad un teatro off. I due personaggi del cocainomane e della sua fidanzata, rubano quasi la metà del tempo dello spettacolo, esibendosi in contorsionismi danzereccio/orgiastici senza senso, in un mal riuscito esempio di spazio riempitivo. La Danco è molto brava nella sua interpretazione dell’eroinomane, come lo è il vecchio padre (Paolo Sassanelli), ma la debolezza del testo e della messa in scena purtroppo rendono totalmente vani i loro pur meritevoli sforzi attoriali.
Si esce irritati da uno spettacolo dalla durata imbarazzante. Alla fine in sala ci si chiedeva se dovevamo aspettarci un secondo atto, qualcuno si avventurava ad immaginare il tocco di originalità: reintrodurre primo, secondo e, perché no, terzo atto nel teatro contemporaneo. Ed invece niente di tutto questo e quando l’India, insieme al Gazometro e al Tevere, si allontanano dal nostro spazio visivo, ci si sente ancor più infastiditi da una mezzora di nulla. L’ irritazione giunge al suo culmine, soprattutto se si ripensa al cartellone 2006-2007 del primo teatro off romano che ha in programmazione per ben 27 giorni uno spettacolo incredibilmente brutto. Viene da chiedersi il perché di tanta grazia, perché si sia deciso di sottrarre tanto spazio alla miriade di possibili altri spettacoli che avrebbero potuto riscaldare ben diversamente il pubblico romano.

Recensione by Magister

 Leave a Reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

(required)

(required)

*