Mag 152009
 

Roma, Auditorium Parco della Musica, 25 – 27 – 28 aprile 2009 Sala Santa Cecilia

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ingo Metzmacher Direttore, Marianne Faithfull voce, Hudson Shad Quartet voci.
Sciarrino: Storie di altre storie (3,4,5)
Weil: I sette Peccati Capitali (versione inglese)
Stravinskij: Petruska

★★★★☆

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Marianne Faithfull, l’Icona vivente della Swinging London, già scandalosa e trasgressiva interprete di varie stagioni musicali e filmiche, ci ha offerto una grande prova del suo talento eclettico dando voce a I sette peccati capitali di Bertold Brecht e Kurt Weil.
La suggestiva serata all’Auditorium è stata introdotta dall’ Orchestra di Santa Cecilia, diretta da Ingo Metzmacher, accompagnata dalla fisarmonica di Davide Vendramin e dalle voci dell’ Hudson Shad Quartet, nella splendida rivisitazione di brani di Mozart e Scarlatti firmata da Salvatore Sciarrino, uno dei più grandi compositori contemporanei.
La Faithfull, magnificamente vestita di nero, ha prestato la sua voce inconfondibile e profonda alla partitura Brechtiana, che narra di due sorelle (in realtà le due facce della stessa persona) che cercano fortuna attraversando gli Stati Uniti, con lo scopo esplicito di tornare in Louisiana per costruirsi una casetta.
Attraverso mille peripezie, esse saranno tentate dai sette peccati capitali (accidia, superbia, ira, gola, lussuria, avarizia ed invidia) e la più fragile delle due ne cadrà spesso vittima, ma alla fine riusciranno a ritrovare la retta via, e con i guadagni fatti, realizzeranno il loro sogno.
Brecht e Weil realizzarono quest’opera a Parigi in forma di balletto durante l’esilio dalla Germania nazista, al fine di rappresentare i falsi miti e le tentazioni della Società piccolo borghese.
La proposizione di didascalie in italiano, sovraesposte al palco, ha consentito di godere del grande talento della vocalist inglese e di comprenderne persino le sfumature e la garbata ironia, contribuendo a creare un clima di grande intensità e di notevole impatto emotivo. Maestosa ed imperturbabile, la cantante ha dominato perfettamente la scena, rappresentando a tratti momenti di intensa drammaticità, con gesti composti ma teatrali ed abbandonandola infine con una grazia degna delle grandi interpreti della musica lirica. maggi.jpg
Infine, il balletto Petruska, capolavoro giovanile di Igor Stravinskij, ha rappresentato mirabilmente le geste del burattino omonimo, che acquisisce fattezze umane e capacità di provare sentimenti come un novello Pinocchio.
La direzione di Metzmacher ha sfiorato la perfezione, anche se nelle varie fasi del concerto, soprattutto nel modo di suonare determinati strumenti come il pianoforte, si percepiva la tendenza dell’Orchestra a ripercorrere gli ormai usuali stilemi della Musica d’Avanguardia, così come è venuta sviluppandosi negli ultimi trenta anni, nell’ambito Classico-Contemporaneo.
Comunque una serata indimenticabile ed uno spettacolo di elevata qualità e notevole suggestione.

recensione di Dark Rider
foto da Wikipedia

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