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Macchie d’inchiostro – Marzo 2010

I vent’anni di Luz,di Elsa Osorio
Alla fine, lacrime consolatorie e amare ci liberano dall’angoscia in cui non possiamo non immedesimarci, dalla rabbia che non può non divorarci nel pensare alla crudeltà umana, dalla gioia che non possiamo non provare nel constatare che, malgrado tutto, ci sono persone, sulla terra, veramente meravigliose. Penso ad alcuni personaggi del libro, discutibili inizialmente ma che si riscatteranno poi, penso a tutte le persone che hanno realmente vissuto e sofferto storie simili…Leggi tutto l’articolo



L’altra vita di Emma, di Daniele Borghi
Emma è arrivata alla fine di un binario su cui si sente di rotolare per caso, per conseguenze di vita di cui fa fatica a rintracciare una convinta scintilla iniziale, se non quella di un amore nato in gioventù che ha finito per essere una carcassa insostenibile. Una carcassa tutt’altro che vuota però: ricolma di odio, tutto quell’odio che nasce dalla fine delle illusioni, dall’amarezza di un senso di spreco del proprio tempo…
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La morte in pentola, di Gaia Conventi
Come ne “La gita a Tindari” di Camilleri siamo alle prese con uno di quei terribili viaggi promozionali che costano quasi nulla perché abbinati alla vendita di prodotti per la casa, in questo caso, va da sé, delle pentole. Ma il romanzo è tutto in preparazione del finale, con omicidio e sua soluzione in coda: i passeggeri del pullman, con le vesciche urlanti, restano sulla via del ritorno stipati a bordo: uno di loro è per forza l’assassino.
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Macchie d’inchiostro – Febbraio 2010

Carne e Sangue, di Michael Cunningham Il libro è composto dall’alternarsi di brevi e lunghi capitoli il cui titolo è un anno, un anno significativo di crescita e scoperta per uno dei protagonisti appartenenti alla famiglia e non: si comincia con il 1935 (l’infanzia povera di Costantine) e si termina con un ultimo breve capitolo nel 2035, quando una conversazione della nuova generazione fa capire che comunque l’amore famigliare, anche se con difficoltà, riesce a sopravvivere. Siamo tra i loro pensieri e possiamo intuire attraverso il racconto di come la famiglia si stia rompendo, modificando e infine aprendo a nuove alleanze. Leggi tutto l’articolo


Prenestinity, di Andrea Caovini
C’è un io narrante, ma che non surge mai a vero e proprio protagonista del testo: protagonisti sono semmai i suoi pensieri, le sue riflessioni sui momenti del vivere quotidiano, analizzando particolari di giornate che sembrano ripetersi sempre uguali. E’ dall’analisi di episodi apparente banali ed insignificanti che si scatenano domande e si analizza la natura umana che popola l’universo, il microcosmo visto attraverso la lente di una vetrina del bar. Leggi tutto l’articolo



Macchie d’inchiostro – Gennaio 2010

Altai, di Wu Ming
copj13 Il nuovo romanzo di Wu Ming è davvero diverso da tutti i precedenti, con una tonalità molto più intima e calda, profonda: innestandosi nel solco tracciato dall’ultimo lavoro solista (“Stella del Mattino” di Wu Ming 4) ne ha preso lo stile dolente e malinconico, per portare alla luce personaggi decisamente più sfaccettati, tormentati, alla ricerca di se stessi. Mai ombelicale, ma decisamente più denso sul piano introspettivo, in Altai non è la storia a filtrare i personaggi, ma sono i personaggi che la filtrano, la umanizzano, ce la fanno toccare con mano, sentire l’odore sporco della guerra, del massacro, della violenza.Leggi tutta la recensione

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, di Monica Viola
copj13 Monica Viola è una manina candida che ti stringe la gola, che ti tiene gli occhi aperti anche quando vorresti girarti dall’altra parte. Non vedere, non sentire, come fanno molti dei protagonisti. Non vedere, fare finta che sia normale, come fa la ragazzina che ci fa sbirciare nel suo album dei ricordi. Le foto ingiallite di una nonna dal passato morbido e rassicurante, le foto in bianco e nero di una famiglia che della Famiglia Bradford ha solo l’incredibile numero di posti a tavola. Leggi tutta la recensione e l’intervista a Monica Viola


Macchie d’inchiostro – Dicembre 2009

Che la festa cominci, di Niccolò Ammaniti
ammaniti_cover Seppur molto vicino nelle atmosfere ad uno dei racconti che ho più apprezzato dello scrittore, l’ultimo capodanno dell’umanità, (nella raccolta “Fango” del 1996), confesso di aver temporeggiato per ben due settimane prima di affrontare l’analisi di questo suo ultimo lavoro, cercando di capire che cosa mi avesse lasciato perplessa. Il libro è ironico e originale, lo stile è quello unico e inconfondibile di sempre… Leggi tutta la recensione



Corpi Estranei, di Paola Ronco
copj13Un romanzo scritto con la sicurezza di una sceneggiatura: dialoghi perfetti, asciutti, significativi. I personaggi emergono dalle parole, dai gesti, quasi nulla è raccontato: è questo il romanzo d’esordio della giovane scrittrice torinese Paola Ronco, classe 1976.
Giocato sul filo del noir – perché c’è un assassinio – ma quel che conta maggiormente sono i tre protagonisti, più della storia, che comunque tiene fino alla fine, regalando anche un bel colpo di scena. Leggi tutta la recensione

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