Dic 112009
 

La seduzione rudimentale, di Emilia Dagmar
Il suo continuo rilanciare, andare oltre i suoi limiti e barriere sessuali per sperimentare situazioni anche piuttosto al limite, sembra in realtà avere come ultimo scopo quello di una resilienza offerta in pegno al ricevere un sentimento forte e duraturo, un vero principe azzurro che però, di volta in volta, si ostina a restare un rospo, in alcune occasioni persino più ripugnante.
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(Ulteriori) Macchie d’inchiostro – Gennaio 2011

Io e Te, di Niccolò Ammaniti
Il disagio e l’inadeguatezza nei confronti della società “normale” di un ragazzino, Lorenzo, che finge di uniformarsi agli altri indossando una maschera come “la mosca che riesce a fregare tutti, perfettamente integrata nella società delle vespe”.
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Caino, di Josè Saramago
Il romanzo è incentrato sulla fuga di Caino,il personaggio biblico cacciato da Dio poiché assassino del fratello Abele (Genesi). Dalla penna di Josè Saramago ne esce un ritratto nuovo e inedito che tanto ha fatto discutere le gerarchie ecclesiastiche.
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Macchie d’inchiostro – Gennaio 2011

Ultima notte a Twisted River, di John Irving

A fine lettura, la cosa che rimane maggiormente impressa nella mente è la completa mancanza di verosimiglianza negli snodi principali della trama, dall’omicidio involontario con cui il romanzo inizia a dispiegare le sue spire fino ad un finale assolutamente inaccettabile da un punto di vista esclusivamente logico.
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Macchie d’inchiostro – Dicembre 2010

Gli intervistatori, di Fabio Viola
E si ha l’impressione che Fabio Viola si sia divertito a comporlo, seguendo Gli Intervistatori in domande impensate che lo trascinavano in una direzione nuova e misteriosamente perfetta all’interno di una trama che pur giocata sull’assurdo e il surreale non si disconnette mai dalla vita vera, dalla concretezza dello spessore umano a favore di quello scenico.
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Belli e bannati, di Bea Buozzi

Opera dai contenuti soft, si segnala per completezza e coerenza del testo e per una ricchezza lessicale che dà qualcosa in più a una storia che forse può essere vissuta, almeno una volta nella vita, da tutti gli internauti fruitori di chat e social network.
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Macchie d’inchiostro – Novembre 2010

Tristissimi giardini, di Vitaliano Trevisan
Nel cuore del romanzo parla dell’età media degli abitanti di Vicenza e provincia, asserendo che essi “vivono,ma dovrebbero esser morti” e che sono una popolazione anziana, costituita da “né poveri, né ricchi che hanno lavorato tutta la vita per la cura di una casa, un orto, un giardino”: tristissimi appunto.
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Macchie d’inchiostro – Ottobre 2010

La grande rapina ai Led Zeppelin, di Jason Buhrmester.

The getaway man. L’uomo della fuga, di Andrew Vachss
Gli autori sono poco noti in Italia ed è un vero peccato, avrei molto più interesse a sentire una loro intervista che non l’ennesima a De Carlo, a Faletti o a qualcun altro che il Monopolio Editoriale Italiano ha deciso di pompare. Questi due autori, e ne sto scrivendo come una coppia per motivi che poi spiegherò, hanno talento da vendere. Leggi tutto l’articolo


Chiedo scusa, di Francesco Abate e Saverio Mastrofranco.
Esorcizzare il dolore intraprendendo un tortuoso, estenuante, incredibile percorso verso la gioia. Un’amicizia che sfocia nel racconto a quattro mani di una storia in un luogo insolitamente magico per la narrazione, un microcosmo in cui valgono regole diverse rispetto al mondo esterno, ma al contempo un luogo antiletterario per antonomasia: l’ospedale.
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Macchie d’inchiostro – Settembre 2010

Spiaggia libera tutti, di Chiara Valerio

È un continuo alternarsi tra esistenza letta e vissuta, felicemente, trasgressivamente: giovinezza avventata e libera, “protetta” dalla cittadina, con libidine di vita e sfrontatezza, pericolo. La zona di Scauri sembra un pullulare di bar, un luogo dove tutto avviene all’aperto, a prescindere dalla stagione. Il mare come madre-matrigna, compagna di giochi troppo grande, a volte indifferente, che non sa perdonare l’avventatezza, ma alla fine sì: ti restituisce vivo in extremis e pronto a giocare ancora. Leggi tutto l’articolo



Macchie d’inchiostro – Luglio 2010

Acqua in bocca, di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli
Pare che i due scrittori si siano anche divertiti a mettersi vicendevolmente i bastoni fra le ruote, cambiando continuamente le carte in tavola al fine di creare degli ostacoli allo sviluppo della storia in una sorta di sfida leale, una singolar tenzone atta a misurare la capacità dell’altro di togliere le castagne dal fuoco. Il risultato è gradevole… Leggi tutto l’articolo



Macchie d’inchiostro – Giugno 2010

L’amore non si dice, di Massimo Vitali
Immaginando di dover leggere 100 lettere scritte da un innamorato alla sua amata silente verrebbe da suicidarsi dalla noia e invece, nel libro di Vitali, non c’è nulla di noioso. Ogni lettera è lucida e strampalata, acuta e ingenua, leggera e profonda, in una alternanza di registri che mai si percepisce artefatta. Leggi tutto l’articolo





Macchie d’inchiostro – Maggio 2010

Rock e servizi segreti, di Mimmo Franzinelli
Dagli anni del maccartismo, infatti, molti musicisti subirono le forche caudine di una pesante intromissione nelle proprie vite, atta non solo al controllo delle loro supposte attività sovversive, ma ad influenzarne i comportamenti e se possibile ostacolarne l’attività artistica e soprattuto il ruolo di portavoci della contestazione. A partire da Woody Guthrie, primo vero menestrello della working class, passando per il Pete Seeger di ‘We shall overcome’… Leggi tutto l’articolo


Macchie d’inchiostro – Aprile 2010

Dance Dance Dance, di Murakami Haruki
Il protagonista ha uno “spirito-guida” che lo indirizza nella sua ricerca, l’uomo pecora che vive nella stanza buia dell’ex Albergo del Delfino. Il giornalista non sa come ma sa che non può fare altro e allora mette da parte tutto, lavoro, interessi, anche un sentimento che sta nascendo ma che sente di non poter vivere finché non sarà approdato a qualche risposta. In questo percorso incontra una adolescente difficile, dotata di poteri paranormali, con la quale vivrà una relazione strana ma profonda; Leggi tutto l’articolo




Nudo di famiglia, di Gaia Manzini
Gaia Manzini produce senza alcun dubbio letteratura, leviga ogni parola per creare suoni e immagini di grande impatto. Resta però un po’ confinata lì, quasi prigioniera delle sue splendide parole. I racconti si susseguono uno dietro l’altro con poca variazione tonale, poca diversità nella tavolozza: marrone, beige, carta da zucchero, ghiaccio; i colori speculano sentimenti simili di persone simili: madri nevrotiche incapaci di amare veramente … Leggi tutto l’articolo




Insieme, e basta, di Anna Gavalda
La sua scrittura non ha picchi di prosa, originalità espressiva, larghezza lessicale, né grandi immagini o passaggi indimenticabili; ma anche nella più grigia, deprimente realtà di solitudine e incomunicabilità, non perde mai un senso di legame sensoriale, sensuale con la vita; un desiderare infinito, una speranza profonda di trovare ciò che si agogna. Non sappiamo se la protagonista ex anoressica riuscirà a vivere l’amore… Leggi tutto l’articolo




Macchie d’inchiostro – Marzo 2010

I vent’anni di Luz,di Elsa Osorio
Alla fine, lacrime consolatorie e amare ci liberano dall’angoscia in cui non possiamo non immedesimarci, dalla rabbia che non può non divorarci nel pensare alla crudeltà umana, dalla gioia che non possiamo non provare nel constatare che, malgrado tutto, ci sono persone, sulla terra, veramente meravigliose. Penso ad alcuni personaggi del libro, discutibili inizialmente ma che si riscatteranno poi, penso a tutte le persone che hanno realmente vissuto e sofferto storie simili…Leggi tutto l’articolo



L’altra vita di Emma, di Daniele Borghi
Emma è arrivata alla fine di un binario su cui si sente di rotolare per caso, per conseguenze di vita di cui fa fatica a rintracciare una convinta scintilla iniziale, se non quella di un amore nato in gioventù che ha finito per essere una carcassa insostenibile. Una carcassa tutt’altro che vuota però: ricolma di odio, tutto quell’odio che nasce dalla fine delle illusioni, dall’amarezza di un senso di spreco del proprio tempo…
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La morte in pentola, di Gaia Conventi
Come ne “La gita a Tindari” di Camilleri siamo alle prese con uno di quei terribili viaggi promozionali che costano quasi nulla perché abbinati alla vendita di prodotti per la casa, in questo caso, va da sé, delle pentole. Ma il romanzo è tutto in preparazione del finale, con omicidio e sua soluzione in coda: i passeggeri del pullman, con le vesciche urlanti, restano sulla via del ritorno stipati a bordo: uno di loro è per forza l’assassino.
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Macchie d’inchiostro – Febbraio 2010

Carne e Sangue, di Michael Cunningham Il libro è composto dall’alternarsi di brevi e lunghi capitoli il cui titolo è un anno, un anno significativo di crescita e scoperta per uno dei protagonisti appartenenti alla famiglia e non: si comincia con il 1935 (l’infanzia povera di Costantine) e si termina con un ultimo breve capitolo nel 2035, quando una conversazione della nuova generazione fa capire che comunque l’amore famigliare, anche se con difficoltà, riesce a sopravvivere. Siamo tra i loro pensieri e possiamo intuire attraverso il racconto di come la famiglia si stia rompendo, modificando e infine aprendo a nuove alleanze. Leggi tutto l’articolo


Prenestinity, di Andrea Caovini
C’è un io narrante, ma che non surge mai a vero e proprio protagonista del testo: protagonisti sono semmai i suoi pensieri, le sue riflessioni sui momenti del vivere quotidiano, analizzando particolari di giornate che sembrano ripetersi sempre uguali. E’ dall’analisi di episodi apparente banali ed insignificanti che si scatenano domande e si analizza la natura umana che popola l’universo, il microcosmo visto attraverso la lente di una vetrina del bar. Leggi tutto l’articolo



Macchie d’inchiostro – Gennaio 2010

Altai, di Wu Ming
copj13 Il nuovo romanzo di Wu Ming è davvero diverso da tutti i precedenti, con una tonalità molto più intima e calda, profonda: innestandosi nel solco tracciato dall’ultimo lavoro solista (“Stella del Mattino” di Wu Ming 4) ne ha preso lo stile dolente e malinconico, per portare alla luce personaggi decisamente più sfaccettati, tormentati, alla ricerca di se stessi. Mai ombelicale, ma decisamente più denso sul piano introspettivo, in Altai non è la storia a filtrare i personaggi, ma sono i personaggi che la filtrano, la umanizzano, ce la fanno toccare con mano, sentire l’odore sporco della guerra, del massacro, della violenza.Leggi tutta la recensione

Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, di Monica Viola
copj13 Monica Viola è una manina candida che ti stringe la gola, che ti tiene gli occhi aperti anche quando vorresti girarti dall’altra parte. Non vedere, non sentire, come fanno molti dei protagonisti. Non vedere, fare finta che sia normale, come fa la ragazzina che ci fa sbirciare nel suo album dei ricordi. Le foto ingiallite di una nonna dal passato morbido e rassicurante, le foto in bianco e nero di una famiglia che della Famiglia Bradford ha solo l’incredibile numero di posti a tavola. Leggi tutta la recensione e l’intervista a Monica Viola


Macchie d’inchiostro – Dicembre 2009

Che la festa cominci, di Niccolò Ammaniti
ammaniti_cover Seppur molto vicino nelle atmosfere ad uno dei racconti che ho più apprezzato dello scrittore, l’ultimo capodanno dell’umanità, (nella raccolta “Fango” del 1996), confesso di aver temporeggiato per ben due settimane prima di affrontare l’analisi di questo suo ultimo lavoro, cercando di capire che cosa mi avesse lasciato perplessa. Il libro è ironico e originale, lo stile è quello unico e inconfondibile di sempre… Leggi tutta la recensione



Corpi Estranei, di Paola Ronco
copj13Un romanzo scritto con la sicurezza di una sceneggiatura: dialoghi perfetti, asciutti, significativi. I personaggi emergono dalle parole, dai gesti, quasi nulla è raccontato: è questo il romanzo d’esordio della giovane scrittrice torinese Paola Ronco, classe 1976.
Giocato sul filo del noir – perché c’è un assassinio – ma quel che conta maggiormente sono i tre protagonisti, più della storia, che comunque tiene fino alla fine, regalando anche un bel colpo di scena. Leggi tutta la recensione

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